Cattedrale vegetale al suolo, ma i siti turistici non lo sanno
I resti della Cattedrale vegetale, ispirata alle creazioni di Giuliano Mauri

La Cattedrale vegetale non esiste più, ma i turisti non lo sanno

Nonostante la distruzione i visitatori arrivano comunque a Lodi, “traditi” dai siti Internet che non sono aggiornati

La Cattedrale vegetale non c’è più, ma i siti istituzionali continuano a pubblicizzarla. Con il risultato che i visitatori, una volta approdati a Lodi, si trovano di fronte a un’area inaccessibile e a un’opera rimasta con 28 colonne su 108 a causa del maltempo. È accaduto a febbraio: «La Cattedrale è chiusa e inaccessibile e sarebbe bello che lo si trovasse scritto come prima cosa da qualche parte. Tralasciando lo scempio, come si può non avere cura di un’opera d’arte e lasciarla devastata?», così scrive una turista di Piacenza su Tripadvisor, il sito per eccellenza delle recensioni.

Ed è accaduto a marzo: «Facendo un giro per Lodi siamo arrivati al ponte sull’Adda. Era buio e dall’altra parte del fiume si vedeva una struttura illuminata. Sembrava bella. Incuriositi abbiamo attraversato il ponte. C’è un cartellone che spiega di cosa si tratta ma la strada per andarci è sbarrata: “pericolo crolli”. Ingenuamente pensiamo che il problema sia il passaggio sull’argine del fiume. Proviamo più avanti. Niente da fare. Tutto transennato. Cerchiamo su Internet e scopriamo dei crolli causa tromba d’aria. Invito il Comune a sistemarla, non ha senso abbandonarla così», questo il commento lasciato da gente di Milano. Gli utenti si lanciano poi in una riflessione sul senso dell’opera e sull’opportunità di mantenerla.

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