È tempo di Resurrezione anche per chi vive nella fatica

È tempo di Resurrezione anche per chi vive nella fatica

Il messaggio del vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, in occasione della Pasqua 2019

+ Maurizio, vescovo

Lodi

Buona Pasqua, lodigiane e lodigiani! È l’augurio amichevole, accompagnato dalla preghiera, che rivolgo alle famiglie, alle comunità parrocchiali, e a quanti compongono la diocesi, ma anche l’insieme della società lodigiana. E poiché nel cammino di comunità in comunità (manca solo la Città di Lodi nella visita pastorale), sono accolto con rispetto e stima tanto cordiali, desidero ricambiare il dono a Pasqua. Per la quinta volta la condivido con voi. E meritate il grazie per avermi fatto sentire sempre in famiglia.

Tono familiare desidero per questi pensieri, confidando subito che pur pensando a tutti i lodigiani, incoraggio per primi quanti sono nella fatica. Non mancherà, purtroppo, chi si sente abbattuto nel tempo della “risurrezione”. Per il lavoro, ad esempio, vicini come siamo alla festa del primo maggio, che celebrerò anche quest’anno, con la Messa serale, al quartiere artigianale di San Fereolo in Lodi. Recandomi nei luoghi di lavoro per la visita pastorale, ho avvertito ancora di più quanta intraprendenza, dedizione, passione, responsabilità, ma anche apprensione, l’impegno lavorativo porti con sé. Sto chiedendo a tutti di allearsi a favore della vita per combattere la tremenda denatalità che mina l’Occidente intero. È urgente un’inversione culturale, che è impossibile senza la tutela e l’incremento del lavoro.

Ma non dimentico coloro che, venuti da lontano non per disturbare, cercano di dare il meglio per avere qualcosa di meglio nella vita. Non raramente si tratta di nuclei familiari, che hanno conosciuto molto dolore. E tentano con fiducia il tutto per tutto. Annunciare la risurrezione è arduo, senza aprire cuore e mani ad un tale disagio, benché non manchino difficoltà sociali da non sottovalutare. C’è anche chi avrebbe potuto dare molto di più e ha sbagliato, persino clamorosamente. Forse sta pagando in solitudine, magari ravvedendosi. Nessuno si senta emarginato proprio a Pasqua. Quanto bisogno di risurrezione potremmo trovare ancora dentro e attorno a noi! Perché non continuare perciò ad allearci per rendere la pasqua, già quella di domani, festa per tutti? E’ compito della comunità ecclesiale, che crede nel Dio di Gesù, un Padre, al quale “nulla è impossibile” (Lc 1,37). Ma a Pasqua, la conferma è tale con la vittoria sulla morte da spingerla ad annunciare ovunque che uomini e donne meritano di risorgere da ogni calamità e miseria, da ogni sbaglio e cattiveria, da ogni vergona, per non morire né ora né mai. Il terzo giorno, lo Sconfitto più celebre della storia, un Crocifisso, è tornato in vita. E non tollera più il nostro finire. La nostra sollecitudine può riaccendere la fiducia negli smarriti di cuore che patiscono, oggi, “l’intimo tormento” del venerdì santo.

Protagoniste di prima pagina sono le donne di un bassorilievo a Notre Dame de Paris. Incontrano il Risorto e diventano le apostole degli apostoli. A loro affido simbolicamente un appello per le donne di ogni cultura, nazione e religione, cominciando da quelle lodigiane, alle quali dobbiamo gratitudine immensa. Se decidessero di fronteggiare ciò che brucia il presente e il domani, ossia le giovani generazioni, coinvolgerebbero tutti in una globale e sicura risurrezione. Ci stiamo già dimenticando della cattedrale in fiamme. Non possiamo farlo. E nemmeno voltare altrove lo sguardo se a bruciare è la nostra terra, le sue colline e gli argini, dove si semina morte a basso prezzo. La croce è il caro prezzo del riscatto. Ci impegna a non demordere. Mai. Victor Hugo profetizzò “la grande fiamma” di Notre Dame, invitando ad indagare “le tracce di distruzione” convinto che “quelle dovute al tempo fossero la minima parte e le peggiori dovute agli uomini”. Educare oggi è una specie di incendio. Oggettive difficoltà avanzano. Ma ogni tempo non è mai il solo colpevole. Anche il nostro può essere, grazie a Dio e a noi, tempo di risurrezione.

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