«Non mi affittano la casa perché sono straniero»
I tetti delle case di Lodi

«Non mi affittano la casa perché sono straniero»

Lodi, la denuncia del 46enne Karim Mechaalia della Tunisia

Lorenzo Crespiatico

Un lavoro stabile, un reddito dignitoso e la fedina penale pulita. Però sembra non bastare: «Se sei straniero, allora niente casa in affitto». A denunciarlo è Karim Mechaalia, quarantaseienne, operatore della cooperativa San Nabore e responsabile del centro culturale islamico di via Lodivecchio.

«Ho origini tunisine ma da 22 anni vivo in Italia - racconta Mechaalia -, attualmente vivo a Pieve Fissiraga ma sto cercando di trasferirmi a Lodi o nei dintorni. Mi sono rivolto ad alcune agenzie del territorio per trovare una casa in affitto ma delle dieci che ho contattato tutte hanno detto di no quando hanno scoperto che sono straniero. Gli impiegati delle agenzie mi dicono che la colpa non è loro, sono i proprietari a non fidarsi di chi arriva da altri Paesi. Io però ho un lavoro stabile, sono a posto con la legge, non ho mai causato alcun problema. Questa è discriminazione razziale».

La discriminazione è ovviamente un reato ma nel caso di rifiuto ad accettare inquilini stranieri si tratta di rapporto tra privati e il proprietario ha il diritto di fare una scrematura tra gli utenti.

«Ho il diritto di essere trattato come una persona: questa situazione mi fa soffrire - afferma tristemente Mechaalia -. So bene che ci sono stranieri che si comportano male ma non si può generalizzare. Bisogna distinguere tra chi è onesto e chi non lo è, nemmeno gli italiani sono tutti onesti. Io vivo qui da così tanti anni che mi sento più italiano che tunisino ma questo evidentemente non basta. Io credo che queste discriminazioni siano, nella migliore delle ipotesi, frutto di ignoranza oppure, peggio ancora, tentativi di ingannare gli stranieri, pensando che non conoscano la legge».

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