Notre Dame, un testimone lodigiano: «È accaduto l’impensabile»

Notre Dame, un testimone lodigiano: «È accaduto l’impensabile»

Il racconto da Parigi di Paolo Magri: «Ero ancora al lavoro. Poi le prime notizie e il fumo visto in lontananza...». Sul Cittadino i racconti dei lodigiani

La Francia e il mondo sono sotto shock: la cattedrale di Notre Dame a Parigi, uno dei monumenti più visitati d’Europa, è in preda a un devastante incendio. Il rogo si è scatenato poco prima delle 19 di ieri: secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero divampate nel sottotetto, forse in un’impalcatura utilizzata per alcuni lavori di restauro. La violenza dell’incendio è tale da aver fatto crollare il tetto e la guglia della cattedrale. La capitale francese è in stato di emergenza: pompieri ed esercito sono mobilitati per arginare la furia delle fiamme e garantire l’incolumità delle persone. La chiesa è stata subito evacuata.

«Sembrava impossibile, eppure è accaduto - ci ha raccontato in diretta da Parigi l’architetto Paolo Magri, lodigiano che nella capitale francese vive dal 2006 -. In poche ore Notre Dame si è incendiata, prima il tetto, poi il fuoco è divampato e ha bruciato tutto».

«Era una giornata come tante, nella capitale francese, nel tardo pomeriggio. Eravamo ancora al lavoro, come tanti, presi nei propri impegni e poi la notizia, veloce come ormai sono veloci le notizie che rimbalzano nei media. Un’immagine, poi i titoli dei giornali, i messaggi degli amici. Il tetto si è incendiato. Non ci crediamo, saliamo sul tetto e vediamo il fumo in lontananza salire al cielo. È tutto vero. Le immagini delle televisione non lasciano dubbio. Il fuoco sta divorando tutto, ognuno si ferma ad osservare l’impensabile. I pompieri sono accorsi da ogni angolo della città, decine di camion. Le strade attorno sono troppo strette, non si fa in tempo nemmeno ad usare gli elicotteri. Crolla la guglia centrale, bruciata come un foglio di carta, e poi il tetto in carpenteria medievale, consumato in poche decine di minuti dopo secoli di vita».

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