Banco Bpm, via libera al bilancio 2018. In assemblea le proteste per la “truffa” dei diamanti. Castagna fiducioso per il 2019
La protesta all’esterno dell’assemblea

Banco Bpm, via libera al bilancio 2018. In assemblea le proteste per la “truffa” dei diamanti. Castagna fiducioso per il 2019

I rappresentanti dei lavoratori chiedono di rimborsare integralmente i risparmiatori, l’Ad rivendica la pulizia straordinaria degli attivi

Lorenzo Rinaldi

Verona

Ore 12 - L’assemblea dei soci di Banco Bpm ha approvato a larga maggioranza il bilancio di esercizio 2018, che presenta una perdita di 59,4 milioni di euro: favorevoli 86,8 per cento, contrari 0,01 per cento, astenuti 13,28 per cento. Al momento del voto erano presenti circa 2800 soci, rappresentanti il 35,1 per cento del capitale sociale, di cui circa 800 fisicamente e i restanti per delega.

Poco prima del voto l’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha confermato che la banca ha avuto un andamento positivo nel primo trimestre 2019, viatico a un anno in cui tornerà la redditività. Prudenza invece sulla distribuzione del dividendo nel 2020: si valuterà nel corso del 2019.

L’amministratore delegato Giuseppe Castagna

Ore 11 - Sono in corso gli interventi da parte dei soci. Antonio Biancardi, imprenditore lodigiano, titolare della Solana di Maccastorna, ha elogiato il management per «l’operazione coraggiosa in un momento difficile» (la fusione che ha dato vita a Banco Bpm nel 2017) e ha spronato i vertici della banca a restare accanto alle imprese. Il tema dei diamanti è stato l’oggetto di svariati interventi, tra cui quelli di alcuni clienti che avevano investito in pietre preziose su consiglio della rete e che ora chiedono un risarcimento superiore a quanto finora offerto.

A metà mattinata la protesta di sindacati e associazioni dei consumatori all’esterno del centro congressi è terminata.

L’intervento di Antonio Biancardi della Solana di Maccastorna (Lodi)

Ore 10.30 - Il bilancio di esercizio 2018 si chiude con una perdita di 59,4 milioni di euro, per effetto di rettifiche nette su finanziamenti alla clientela per 1,94 miliardi di euro. Le due grandi operazioni straordinarie di cessione di crediti deteriorati effettuate nel 2018 (Exodus e Ace) hanno un valore nominale di 12,5 miliardi di euro e hanno permesso al gruppo di ridurre in maniera significativa l’ammontare complessivo degli Npl, sceso a 13,6 miliardi di euro (le sofferenze nette sono scese a 1,6 miliardi). L’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha rivendicato «una massiva operazione di eliminazione dei crediti deteriorati, che in soli due anni dalla fusione ha portato alla riduzione di 18 miliardi di euro di Npl quando l’obiettivo stabilito con la Bce era di una riduzione in un triennio di 8 miliardi». Castagna ha aggiunto che per effetto della pulizia degli attivi «potremo ora pensare esclusivamente alla profittabilità». Un auspicio, per i soci e gli azionisti, visto che l’esercizio 2018 non genererà dividendo.

Ore 10.15 - A margine dell’illustrazione del bilancio di esercizio 2019 l’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha fatto riferimento al caso diamanti, «una vicenda dolorosa - l’ha definita il manager - che durava dal 2003. Banco Bpm (banca nata dalla fusione tra Banco Popolare e Bpm nel 2017, ndr) ha avuto un atteggiamento di trasparenza e discontinuità, abbiamo consegnato all’autorità inquirente tutta la documentazione e abbiamo effettuato accantonamenti consistenti per 318 milioni di euro a fronte del ristoro della clientela».

Ore 9 - Si è aperta al Cattolica Center di Verona l’assemblea dei soci di Banco Bpm, che opera nel Lodigiano e nel Sudmilano tramite il marchio Banca Popolare di Lodi. All’esterno del polo congressuale è in corso la protesta dei sindacati e delle associazioni dei consumatori per il caso diamanti. I rappresentanti dei lavoratori - a sigle unitarie - chiedono di rimborsare integralmente i risparmiatori che hanno acquistato diamanti da investimento per il tramite di Idb e attaccano i vertici per il piano di incentivazione a 150 manager da 5,1 milioni di euro.

Il presidente di Banco Bpm, Carlo Fratta Pasini, ricostruendo quanto successo, ha spiegato che alla data del 31 marzo 2019 la banca aveva perfezionato oltre 3mila transazioni con i clienti per il rimborso (non integrale) dell’investimento.

La protesta

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