Servizi sociali, Consorzio a rischio: Maggi “apre” all’uscita del Comune
Villa Braila, sede del Consorzio servizi alla persona della provincia di Lodi: palazzo Broletto ora vuole uscire

Lodi, sempre più vicina l’uscita dal Consorzio Servizi sociali

Anche la coalizione del vicesindaco Maggi “apre” alla svolta

Svolta in vista nella delicata vicenda della permanenza di Lodi nel Consorzio servizi alla persona, l’ente di assistenza per minori e famiglie. L’uscita del Comune capoluogo è sempre più vicina, perchè anche la coalizione Maggi, che fino ad ora aveva fatto muro, apre alla rivoluzione.
La partita è molto delicata e sarà giocata nel corso delle prossime settimane. Il Broletto deve decidere entro la fine di giugno.

Lorenzo Maggi

«Il matrimonio tra Lodi e il Consorzio servizi alla persona non è indissolubile - ammette Giuseppe Corbellini, presidente della commissione welfare ed esponente della coalizione Maggi - noi non abbiamo mai avuto delle preclusioni, ci vuole un approccio razionale per la gestione dei servizi. Stiamo valutando diverse ipotesi. Sono tre le condizioni di base: la più importante è la ricaduta sull’utenza, poi il profilo economico e anche la volontà politica».

Il dossier per il capoluogo vale oltre 4 milioni di euro. Il Consorzio si occupa per la città di diversi servizi, tra cui assistenza domiciliare; tutela minori, affido, assistenza domiciliare minori, penale minorile; servizi diurni per la disabilità; assistenza educativa scolastica e minori in difficoltà; parte dei servizi per la prima infanzia. Se Lodi volessi dire addio a questa esperienza dovrebbe decidere entro il primo semestre dell’anno. Il provvedimento dovrebbe essere portato in commissione comunale per una discussione e poi ratificato dal consiglio comunale.

«Riteniamo che il Consorzio servizi alla persona non funzioni come dovrebbe, altrimenti così tanti comuni non sarebbero usciti - dichiara Alberto Segalini, capogruppo della Lega, per la quale l’uscita dal Consorzio è un cavallo di battaglia -. In questo momento stiamo valutando diverse possibilità e analizzando i costi e benefici dei servizi a 360 gradi, ma l’ipotesi di un’uscita è concreta. L’importante è che Lodi continui a reggere le fila dei servizi».

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