I rifiuti più “cari” del Sudmilano: per la Tari in città è sempre bufera
Il ristorante “Il Portone”: per il locale un arretrato Tari da 180mila euro

Melegnano “maglia nera” per la Tari delle attività produttive

Secondo la Confcommercio nessun altro paga tanto, la bufera arriva dopo quella sui maxi arretrati

Non si arresta la bufera per la Tari a Melegnano. Dopo le polemiche sui maxi-avvisi di accertamento, a Melegnano la tassa rifiuti finisce di nuovo nella bufera: la Tari sulle attività produttive è la più cara dell’intero territorio compreso tra Milano, Lodi e Monza. È quanto emerge da un’indagine condotta da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza che, prendendo in considerazione alcuni parametri, ha stilato una sorta di classifica dei singoli Comuni in tema di tassa rifiuti per le imprese. Tra i centri “medi” compresi tra i 5mila e i 30mila abitanti, la performance peggiore è proprio quella di Melegnano, la cui Tari è superiore del 134 per cento rispetto alla media dell’indagine promossa dalla Confcommercio.

Ancora bufera sulla tassa rifiuti del Comune

«A Melegnano l’imposta è tre volte superiore rispetto a San Giuliano e San Donato, gli altri due Comuni lungo l’asse della via Emilia in direzione Milano - affermano la presidente di Confcommercio Melegnano Caterina Ippolito e il segretario Cesare Lavia -. Con le aliquote attualmente in vigore, un ristorante di medie dimensioni deve pagare annualmente tra i 10mila e i 15mila euro sul fronte della tassa rifiuti». E aggiungono: «Come del resto avvenuto in passato, rilanciamo quindi sulla necessità di abbassare la Tari a carico delle attività produttive, che si trovano già ad affrontare un momento di grande difficoltà».

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