L’Odissea della maestra “invisibile”
La maestra Caterina Scrigna

L’Odissea della maestra “invisibile”

Scrigna, docente dal 1990, dopo anni di insegnamento adesso rischia di perdere il ruolo: come lei nel Lodigiano sono in 200

Cristina Vercellone

Lodi

Diplomata alle magistrali, in cattedra dal ’90 come supplente, ottiene il ruolo a Castiglione, ma con “riserva”. Caterina Scrigna, 48 anni, è una delle docenti diplomate alle magistrali e senza laurea. La sua esperienza sul campo non conta, neanche la sua bravura (la sua preside le ha assegnato addirittura 3 incarichi).

Al concorso straordinario, bandito adesso per la salvaguardia del ruolo, lei non può iscriversi. Il ministero ha negato la possibilità a partecipare a chi negli ultimi 2 anni ha insegnato in una paritaria. Come lei, nel Lodigiano, tuona Angelo Pace dell’Anief, sono in 200.

«Adesso - racconta l’insegnante che vive a Robadello - hanno bandito il concorso straordinario per la salvaguardia dei ruoli, ma uno dei requisiti per accedere è di non aver trascorso gli ultimi due anni, escluso questo, in una scuola paritaria. Io mi sono diplomata nel ’90 al Maffeo Vegio e dal ’95 ho incominciato a fare supplenze; a luglio del 2004, stanca del precariato, ho accettato l’incarico alle Scaglioni. Il primo agosto del 2017 un sindacalista della Cisl mi ha chiamata: sarei entrata finalmente di ruolo, a Castiglione. Mi dispiaceva lasciare i bambini di terza, mi sono consultata con mio marito, poi ho accettato. Adesso mi dicono che probabilmente tornerò ad essere precaria. Altre docenti che prima degli ultimi 2 anni in cattedra hanno fatto tutt’altro, solo perché hanno la laurea, possono conservare il ruolo».

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