Operazione salvataggio nel fosso prosciugato

Operazione salvataggio nel fosso prosciugato a Turano

Carpe, cavedani e altre specie sono state trasferite dalle guardie volontarie della Fipsas

Salvataggio in extremis per i pesci rimasti intrappolati nella roggia Cotta Baggia a Turano dopo il prosciugamento disposto dal Consorzio Muzza per consentire i lavori di rifacimento della sponda, collassata di un’ottantina di metri. A mettere in salvo carpe, cavedani, luciperca, pighi, barbi e alborelle, quest’ultime a migliaia, sono state le guardie volontarie della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva) di Lodi e Cremona, che, venuti a conoscenza della situazione, si sono subito attivati.

«Martedì siamo venuti a vedere e alla luce della criticità della Cotta in secca, abbiamo contattato i colleghi della Fipsas di Cremona, che hanno la strumentazione idonea alla cattura dei pesci – ha spiegato Cesare Lorandi, coordinatore della vigilanza Fipsas di Lodi, presente sul posto -. Nella roggia ci sono principalmente avannotti, indice che l’acqua è pulita, ma come si può vedere dalle impronte delle zampe sul letto del canale, qualche airone è già stato qui e li ha mangiati».

L’operazione è iniziata intorno alle 13.30 ed è andata avanti un paio d’ore, consentendo di salvare all’incirca un quintale e mezzo di fauna ittica.I pesci si erano ammassati sotto il ponticello lungo la strada per Melegnanello dov’era rimasta la pozzanghera di dimensioni maggiori e per recuperarli le guardie si sono calate nel canale con un cattura-pesci, ovvero un elettrostorditore che, stordendo i pesci senza ucciderli, ha permesso di raccoglierli in grossi secchi per poi rigettarli in acqua nella roggia a fianco.

Le operazioni di soccorso

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