Permessi ridotti alla Cebi, la Fiom Cgil vince il ricorso
Lo stabilimento della società Cebi, ex Vebe, di Borgo San Giovanni

Permessi ridotti alla Cebi di Borgo, la Fiom Cgil vince il ricorso

Critica la Fim Cisl, che aveva firmato l’accordo: «Ora tutto tornerà in discussione»

La Cisl sigla l’accordo, la Cgil fa ricorso e vince. Il giudice del lavoro ha stabilito che I permessi retribuiti stabiliti nel contratto nazionale non possono essere ridotti contro la volontà dei lavoratori, nemmeno a fronte di un accordo sindacale siglato a maggioranza. La Fiom Cgil ha vinto il ricorso per il contratto di secondo livello firmato un anno fa da Cebi di Borgo San Giovanni, ex Vebe, e dalla Fim Cisl. L’azienda stessa, che opera nel settore della componentistica auto, ha comunicato l’esito del ricorso ai lavoratori, preannunciando che l’intesa non deve più considerarsi valida.Critica la Fim Cisl. «L’accordo aveva un senso nella direzione dello sviluppo e in un anno ha portato nuovi parcheggi, nuova mensa e nuove linee di produzione oltre a sei assunzioni fresche. Ora tutto viene rimesso in discussione dall’azienda».

L’accordo siglato un anno si collocava nel solco di un vecchio accordo difensivo di cinque anni fa.La Fiom non aveva siglato l’intesa, e aveva invece proposto ricorso al giudice del lavoro di Lodi, che martedì si è espresso. «Il giudice ha stabilito che l’accordo in deroga non ha validità e che fa fede la contrattazione nazionale rispetto ai permessi retribuiti e al premio di risultato» spiega Massimiliano Preti della Fiom Cgil. E continua: «Il giudice impone quindi all’azienda di riconoscere i permessi che erano stati cancellati anche retroattivamente, a partire dalla fine di febbraio 2018. È una sentenza importante, che farà giurisprudenza e che spero serva come monito alle associazioni datoriali, perché stabilisce che i diritti dei lavoratori non sono comprimibili».

Di diversa visione la Fim Cisl. «Sotto il profilo giuridico, senza la sentenza non possiamo esprimerci, ma bisogna andare cauti: un conto è dire che non si possono negare i permessi ai lavoratori, un altro che l’intesa non è valida» afferma Giuseppe Rossi della Fim Cisl.

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