Sette licenziati e macchinari in Germania: addio all’Introini
L’Introini era nata nel 1922 come produttrice di strumenti chirurgici veterinari

In 24 ore la multinazionale tedesca chiude l’Introini di Melegnano

Sette licenziati e macchinari in Germania: addio a un’attività fondata quasi un secolo fa

Dal mattino alla sera: bastano poche ore alla multinazionale tedesca per tirare un colpo di spugna sulla storica ditta Introini di Melegnano e licenziare i sette dipendenti. Alcuni erano occupati da più di un ventennio, ad altri mancavano pochi anni per andare in pensione: quando giovedì si sono presentati al lavoro sono stati tutti licenziati in tronco dalla proprietà tedesca senza alcun tipo di preavviso mentre alcuni camion hanno smantellato la storica fabbrica metalmeccanica che dopo quasi un secolo ha chiuso i battenti. È il dramma vissuto dai sette dipendenti dell’Introini, impresa con sede in via Montorfano nel quartiere omonimo che realizzava contrappesi per l’equilibratura delle ruote di veicoli e autoveicoli commerciali.

«Dopo essere passata alla multinazionale tedesca Wegmann Automotive, negli ultimi anni gli affari hanno subito un progressivo calo - raccontano amareggiati -. E’ questa la motivazione con cui i proprietari ci hanno comunicato il licenziamento immediato. Nel frattempo un paio di camion hanno rimosso i macchinari presenti in azienda, la cui attività sarà trasferita in terra tedesca».

Da venerdì i cinque operai sono di fatto senza lavoro, mentre i due impiegati rimarranno in servizio sino al 15 aprile per l’ordinaria amministrazione.

«Con l’azienda sotto i 15 dipendenti, nonostante fossimo tutti assunti a tempo indeterminato, non abbiamo potuto far nulla per contrastare la decisione della proprietà, che ci ha assicurato il trattamento di fine rapporto e le indennità previste per legge - continuano i lavoratori -. Ma tutto questo non basterà ovviamente a colmare la profonda amarezza di questi giorni».

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