«Incrocio troppo pericoloso al Cavrigone»: l’appello per Lodi di Giuliana Cominetti
Lo svincolo pericoloso a Cascina Cavrigone

«Incrocio troppo pericoloso al Cavrigone»: l’appello per Lodi di Giuliana Cominetti

L’esponente dell’opposizione invoca interventi urgenti sullo svincolo viabilistico

«Troppo pericoloso l’incrocio tra la via Emilia e Cascina Cavrigone». Giuliana Cominetti invoca interventi urgenti da parte del Broletto. L’esponente dell’opposizione, che ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale, delle opere di sistemazione dello svincolo viabilistico.

L’esponente di opposizione Giuliana Cominetti

«Si chiede quali sono le intenzioni e le prospettive future e quando si intende intervenire per sanare le situazioni di pericolo e le manovre rischiose ed azzardate che i residenti sono costretti a fare – scrive Cominetti -. Si sollecita inoltre l’amministrazione a studiare e realizzare con gli enti interessati un percorso protetto per i pedoni e i ciclisti che colleghi la città alla zona dell’Olmo e San Giuseppe, è impressionante vedere il transito di grandi automezzi che nel tratto sfilano e passano a distanze minime da pedoni e ciclisti, con il costante rischio di travolgerli. Le careggiate realizzate molto tempo fa non sono più idonee per il traffico e le dimensioni dei mezzi dei nostri giorni».

Da anni i residenti dell’Olmo e Cavrigone chiedono una sistemazione dell’accesso sulla statale, uno dei punti più trafficati della città, soprattutto nelle ore di punta. Gli abitanti del Cavrigone hanno firmato petizioni, incontrato le varie giunte comunali che si sono susseguite e attivato l’Anas, ma senza ottenere risultati concreti. Una trentina di residenti del Cavrigone ha proposto a più riprese una rotonda, un semaforo a chiamata, delle semplici strisce ciclo pedonali per attraversare, o una pista ciclabile per collegare Cavrigone al cimitero di San Bernardo.

Anche andare in bicicletta è pericoloso. Per farlo bisogna sempre attraversare la statale, percorrere la via Emilia in mezzo alle auto e ai tir che sfrecciano, oppure prendere la ciclabile della vecchia Cremonese. Un’altra soluzione era stata individuata, ma poi accantonata, per migliorare l’accesso dei residenti al centro della città: l’attivazione di un semaforo a chiamata.

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