Scuola-lavoro, i presidi insorgono contro i tagli

Scuola-lavoro, i presidi insorgono contro i tagli

La riduzione dell’alternanza non piace agli istituti lodigiani. Che in alcuni casi ricorrono al “fai da te”

Il governo taglia, i presidi insorgono. E sono pronti anche al “fai da te”. Nuovo oggetto del contendere i tagli alle risorse per i progetti di alternanza scuola-lavoro, un provvedimento che non piace ai dirigenti scolastici lodigiani. «Noi continueremo comunque i nostri progetti, il collegio docenti non rinuncia all’alternanza, ci metteremo le risorse nostre» assicura la preside dell’istituto Volta Luciana Tonarelli.

Luciana Tonarelli

Nel mirino c’è la decisione del ministero di ridurre sia le risorse che le ore per gli stage che da anni consentivano agli studenti di mettersi in gioco sul piano pratico, farsi un’idea del lavoro e, per molti, addirittura garantirsi un’assunzione dopo la maturità. «La parola lavoro ė scomparsa - commenta Tonarelli - . Le ore di alternanza scuola-lavoro, negli istituti tecnici, sono passate da 400 a 150 e, nei licei, da 200 a 90. Soprattutto negli istituti tecnici le ore di alternanza sono importanti. Hanno tagliato anche le risorse. I fondi sono passati da 36mila a 16mila euro. Il tutto ad anno già avviato».

Lucia Fiorini

Al liceo Maffeo Vegio, come spiega la dirigente Lucia Fiorini, «i tagli non hanno inciso più di tanto. Scendendo a 90 ore però ė come se si sminuisse l’importanza dell’alternanza che per gli alunni ė un’attività orientante molto preziosa. Ho docenti distaccati perché il lavoro da fare ė tanto. Anche solo prendere i contatti con le aziende ė impegnativo». Critico anche il dirigente dell’Einaudi Francesco Terracina. «I fondi sono passati da 30mila a 26mila euro, mentre le ore sono passate da 400 a 210. Quest’anno ne faremo comunque 400, metteremo in campo le nostre risorse interne. In un istituto professionale le ore di alternanza sono fondamentali per farsi un’idea del lavoro. I ragazzi danno il loro meglio proprio nell’alternanza».

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