Cadavere a San Giuliano, è un delitto tra “latinos”
Palazzo di giustizia a Lodi

Cadavere a San Giuliano, è un delitto tra “latinos”

Ci sarebbe una faida interna a una gang dietro il ritrovamento del corpo di un 34enne salvadoregno in un campo di via Rocca Brivio

Un regolamento di conti, una faida tra “latinos”. Sarebbe questa la verità dietro la morte dell’uomo il cui cadavere è stato trovato nei giorno scorsi alla periferia di San Giuliano Milanese. Secondo gli inquirenti a uccidere la vittima, un 34enne di origini salvadoregne, sarebbero stati tre componenti della sua stessa banda, la Ms 13.

Le indagini, condotte dalle Procure di Milano e di Lodi, hanno portato al fermo di tre persone, di età compresa tra i 22 e i 32 anni, tutti originari di El Salvador. Sarebbero stati loro, forse con l’aiuto di un complice, a condurre con l’inganno il connazionale Odir Ernesto Barrientos Tula nei campi lungo via Rocca Brivio. Dove il 34enne, accoltellato più volte, è stato sepolto dai suoi presunti carnefici in una fossa.

Campi adiacenti a Rocca Brivio in un’immagine d’archivio

Il movente del delitto non è ancora chiaro. Di certo invece si sa come la vittima fosse un personaggio di spicco nell’organizzazione, della quale era stato tra i fondatori. Pregiudicato, con numerosi precedenti per episodi di violenza e rapina, aveva scontato una lunga condanna in carcere, dal quale era uscito un paio d’anni fa. Quale fosse il suo ruolo oggi, non è chiaro: né perché a spegnerne la vita, in un campo della periferia sangiulianese, siano stati i membri della sua stessa gang.

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