Orti sociali della Triulza, si parte Un lotto all’Officina dei Talenti

Orti sociali della Triulza, si parte: assegnato un lotto all’Officina dei Talenti

Quattro appezzamenti già coltivati, un altro andrà a un privato

Andrea Bagatta

Assegnati gli orti sociali della Triulza. A tre anni dalla loro realizzazione, sotto la giunta Ceretti, i primi quattro appezzamenti di uno dei lotti sono stati assegnati all’Officina dei Talenti, associazione già presente in città e che lavora su tutte le fragilità. Gli orti sono condotti e autogestiti da persone in condizioni di svantaggio, disabili ma non solo, supervisionati da personale volontario dell’Officina. Un altro appezzamento invece è pronto per essere assegnato a un privato.

L’assessore Novati

L’Officina dei Talenti è già entrata in possesso di quattro appezzamenti e ora, dopo le operazioni di pulizia, il terreno può essere coltivato. «Vi parteciperanno persone in condizioni di svantaggio, aiutate e sotto la supervisione di personale volontario - spiega l’assessore Raffaella Novati -. I prodotti andranno all’autosostentamento e alle attività dell’associazione. Siamo contenti perché dopo tre anni finalmente si parte. Ora assegneremo un ulteriore appezzamento al privato che ne aveva fatto richiesta. Probabilmente riapriremo il bando per affidare almeno un lotto intero, fatto di quattro appezzamenti».

Quella degli appezzamenti è una storia travagliata. Realizzato tra mille polemiche dalla giunta Ceretti, il progetto prevedeva i sei lotti ciascuno da quattro appezzamenti con al centro un ricovero attrezzi, con l’assegnazione diretta di 20 appezzamenti a persone in condizioni di disagio, quattro ad associazioni e scuole per attività didattiche ed educative. Il cantiere fu fermato per la presenza di amianto a pochi metri e potè riprendere e concludersi giusto in tempo per la fine del mandato. Il bando così non fu mai emesso e la nuova maggioranza di centrodestra, da sempre contraria al progetto, ne modificò l’impianto, allargando le maglie dei potenziali utilizzatori ad anziani, disoccupati e infine associazioni. Ora però il progetto è partito: e la presenza dei coltivatori sgraverà inoltre il Comune dai costi di pulizia e mantenimento, già costati circa 10mila euro, oltre i 60 impegnati per realizzarli.

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