Lodi, piano Esselunga all’ex Consorzio: cresce la perplessità dei commercianti
Lodi, l’area dell’ex consorzio agrario

Lodi, piano Esselunga all’ex Consorzio: cresce la perplessità dei commercianti

Prime reazioni delle categorie dopo l’aggiudicazione ad un’immobiliare dell’area vicino alla stazione dei treni

Prime reazioni al “piano Esselunga” all’ex Consorzio agrario. Dopo l’aggiudicazione dell’area all’immobiliare Aep di Milano (per la formalizzazione definitiva bisogna aspettare 10 giorni), le associazioni di commercianti avanzano alcune perplessità sul progetto di un nuovo supermercato vicino alla stazione.

In prima linea Asvicom, guidata da Vittorio Codeluppi, che incalza la giunta Casanova: «Chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto, per capire quali opportunità e quali problemi potrebbero nascere dall’ipotesi di riqualificazione che sembra essere in campo e che trova ragionevole conferma nell’acquisito dell’area da parte di una società immobiliare che ha già realizzato in Nord Italia numerose operazioni con uno dei principali marchi nazionali della grande distribuzione commerciale – spiega il presidente dell’associazione di categoria -. Chiediamo anche che le risorse che verranno generate dall’intervento in termini di oneri di urbanizzazione e standard vengano investite in lavori su strade e arredi urbani che oltre a riqualificare gli spazi pubblici possano valorizzare il ruolo fondamentale del commercio di vicinato, che crea ricchezza ed occupazione e svolge insostituibili funzioni di presidio e di socialità. L’obiettivo del recupero di questa area dismessa deve essere quello di produrre un valore aggiunto che vada complessivamente a beneficio del “sistema città”, senza sovrapposizioni o persino conflitti con un patrimonio di imprenditorialità e di professionalità che già c’è».

Vittorio Codeluppi, presidente di Asvicom

Dubbi sull’intervento sono stati espressi anche da Isacco Galuzzi, segretario generale di Confcommercio Lodi: «Il sistema della media distribuzione in città e nel territorio è decisamente sovradimensionato, dall’altra parte questo comporta un impoverimento del tessuto commerciale del centro storico, rappresentato dai piccoli negozi. Rispetto al piano dell’ex Consorzio agrario, occorre quindi capire, anche in considerazione della posizione vicino alla stazione, se si tratterà di un problema per Lodi o di un’opportunità».

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