Tassa rifiuti, con le cartelle degli arretrati arriva la protesta
Palazzo Broletto

Tassa rifiuti, con le cartelle degli arretrati arriva la protesta

A Melegnano Forza Italia e Lega ora chiedono il blocco del provvedimento

Stefano Cornalba

In pochi mesi sono stati oltre 650 gli avvisi di accertamento, alcuni dei quali hanno raggiunto cifre astronomiche. Dopo le polemiche dei mesi scorsi, la tassa rifiuti finisce di nuovo nella bufera.

«Da ottobre a oggi sono state controllate 2.300 posizioni sulle 18mila totali - chiariscono il sindaco Pd Rodolfo Bertoli e l’assessore al bilancio Marco Pietrabissa -. In 660 casi la società Andreani ha rilevato anomalie: gli avvisi di accertamento riguardano l’omessa o errata dichiarazione per la Tares 2013 e la Tari tra il 2014 e il 2017».

In base a quanto fatto sapere da palazzo Broletto, in passato le bollette si pagavano solo sulle dichiarazioni rese da famiglie e imprese senza effettivi controlli: adesso l’Andreani ha invece incrociato le dichiarazioni con i dati catastali e quelli anagrafici, da cui sono emerse le anomalie.

Le più frequenti riguardano il mancato aggiornamento dei dati catastali o il fatto che il contribuente ignorasse la necessità di inserire nella dichiarazione le pertinenze, quali ad esempio il box o la cantina.

Un banchetto di protesta organizzato nel fine settimana

«Una volta accertata l’irregolarità da parte della società deputata ai controlli - continua Pietrabissa -, diventa inevitabile l’emissione degli avvisi di accertamento da parte degli uffici comunali, che viceversa violerebbero la legge e il regolamento in materia approvato dal precedente consiglio comunale». Per le attività commerciali le somme da pagare hanno raggiunto cifre esorbitanti: in un caso si parla addirittura di 180mila euro per il periodo compreso tra il 2013 e il 2017.

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