Lodi, allarme dai commercianti: «Rincari sull’imposta di pubblicità»
Lodi, uno dei cartelloni pubblicitari presenti in città

Lodi, allarme dai commercianti: «Rincari sull’imposta di pubblicità»

L’associazione di categoria Asvicom contro il Broletto per i rincari per le affissioni in città: «Segnale scoraggiante per le attività»

«L’aumento del 50 per cento dell’imposta sulla pubblicità è un segnale scoraggiante per le attività commerciali, che si ritrovano a subire un aggravio dei costi di gestione proprio in un momento in cui il settore deve affrontare una congiuntura delicata».

A lanciare l’allarme è l’associazione di categoria Asvicom, guidata dal presidente Vittorio Codeluppi che è intervenuto sul provvedimento dell’amministrazione Casanova-Maggi. La giunta ha infatti deciso di intervenire sulle tariffe per la pubblicità e le pubbliche affissioni a Lodi. Il concessionario dell’imposta è la società partecipata Astem Lodi, guidata dal presidente Oscar Ceriani. Il vicesindaco Lorenzo Maggi ha preso le distanze dal provvedimento uscendo dall’aula prima della deliberazione.

La misura è stata illustrata ieri dall’assessore al bilancio Angelo Sichel (Lega): «La legge consente alle amministrazioni di aumentare le tariffe base dell’imposta comunale sulla pubblicità e del diritto alle pubbliche affissioni fino al 50 per cento per le superfici superiori al metro quadrato. Abbiamo ritenuto necessario avvalerci della facoltà di applicare questo aumento sia per la previsione di minori entrate pari a 15mila euro sia per rimborsare, su istanza dei privati, gli aumenti del 43 per cento sulle tariffe che erano stati deliberati nel 2007 (10 per cento) e nel 2012 (30 per cento) dalle giunte comunali precedenti, che corrispondono attualmente a circa 26mila euro. Tali aumenti sono stati successivamente abrogati per effetto delle nuove disposizioni di legge e di una sentenza della Corte costituzionale».

L’esponente dell’amministrazione Casanova ha quindi aggiunto: «Complessivamente il minor introito per il Comune ammonta quindi a oltre 40mila euro e per questo si è reso necessario l’aumento tariffario previsto che, tuttavia, già a partire dal prossimo anno, potrà essere gradualmente ridimensionato. L’ amministrazione sta infatti valutando la razionalizzazione delle concessioni, prevedendo la rinegoziazione delle condizioni di mercato e l’ottimizzazione degli impianti, in quanto la superficie territoriale consente un ampliamento dell’offerta per i privati»

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