Telecamere sì ma a occhi spenti: è un fallimento il piano sicurezza
Alcune delle telecamere installate nella stazione ferroviaria: ma il sistema di videosorveglianza presenta falle

Sicurezza, 56 gli “occhi elettronici”, ma molti non funzionano

Il progetto con le telecamere installate a Lodi non ha portato ai risultati sperati

Correva l’anno 2009 quando, con tanto di visita dell’allora ministro degli interni Roberto Maroni in prefettura, fu annunciato in pompa magna un patto per la sicurezza del Lodigiano. Due anni dopo, il Comune di Lodi beneficiava di uno stanziamento statale per installare una sofisticata rete di 32 telecamere collegate anche alle sale operative di polizia e carabinieri, oltre che della polizia locale, che costato oltre 800mila euro diventò operativo nel 2012. Ma questo ambizioso “Grande fratello”, da allora, non ha mai funzionato realmente a pieno regime. Anzi: sono in molti coloro che, scoperti guasti e malfunzionamenti, ritengono il sistema di videosorveglianza una sorta di fallimento.

L’impianto da 835mila euro più Iva fu installato dalla romana Dab sistemi Integrati e diventò operativo nel 2012. Prevedeva sistemi di ripresa nel terminal bus vicino al piazzale della stazione, sulle rotatorie di viale Agnelli e via San Colombano, in piazzale Tre Agosto, sulla rotonda tra via Piacenza e la via Emilia, nel piazzale delle stazione ferroviaria, nel sottopassaggio pedonale di via San Colombano, in piazza Omegna, nel sottopasso di via Zalli, in quello tra viale Calabria e via Piermarini, in viale Milano, in via del Sandone, in viale Europa verso viale Pavia, in via San Colombano all’ingresso della tangenziale sud e in viale Piacenza (al rondò dei vigili del fuoco), spesso completati con sistemi di lettura targhe.

Un “grande fratello” in aggiunta agli impianti già attivi all’epoca in città. Per “motivi di sicurezza” il Broletto non ha mai voluto rivelare eventuali criticità del sistema, ma il sospetto è che l’impianto non abbia mai funzionato per lunghi periodi pienamente a regime: ad esempio era trapelato il contenzioso tra la parrocchia di San Gualtero e il Comune che aveva impedito di utilizzare il campanile per l’antenna per rilanciare il segnale della telecamera di via della Calca. E ancora oggi le vittime di furti che lamentando il loro disagio chiedono nelle caserme di visionare le immagini delle telecamere pubbliche si sentono rispondere che «molte non funzionano».

In tutto, gli occhi elettronici installati in Lodi dovrebbero essere 56. Furti, truffe, rapine e spaccio dovrebbero essere azzerati, viene da pensare, e invece sono cronaca di tutti i giorni. Di queste 56 telecamere, però, 6 apparecchi “storici” e 3 di quelli molto più moderni dell’appalto milionario del 2011 risultano fuori uso e si prevede quindi ora, con l’ultimo contributo regionale, di sostituirli con 14 telecamere fisse, e di riparare anche un altro apparato della rete di collegamento tra le varie postazioni

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