Diritti negati e cause di lavoro, la logistica lodigiana è una “polveriera”
Operai di una logistica e forze dell’ordine durante una manifestazione di protesta

Diritti negati e cause di lavoro, la logistica lodigiana è una “polveriera”

Al netto dei grandi gruppi, sopravvive e si diffonde un sottobosco fatto di cooperative, prezzi al ribasso e licenziamenti facili

Sono ottomila, novemila se si considerano anche gli autotrasportatori, gli addetti al settore della logistica in provincia di Lodi. Un comparto anti-ciclico, che non ha sofferto la grande crisi degli ultimi anni e che, anzi, è cresciuto in maniera esponenziale, purtroppo non sempre con esempi edificanti. Accanto ai grandi gruppi, come Sda, Dhl e Stef, dove - confermano i sindacati - regole e diritti vengono generalmente rispettati, ci sono decine di piccole realtà, cooperative, che spesso lavorano al ribasso. E i risultati, sul fronte della sicurezza e dei contratti, sono ogni giorno sotto gli occhi di Cgil, Cisl, Uil e Cobas: decine di vertenze di lavoro, un numero molto più alto rispetto agli altri settori economici. C’è il caso ad esempio della mamma che, al rientro dalla maternità viene licenziata e quello delle operaie romene e bulgare che, terrorizzate dalla loro cooperativa, preferiscono non denunciare.

Uno degli impianti di logistica del territorio

Il caso più eclatante è la DHL supply chain di Tavazzano, che si trova «nell’hub della logistica della Stef ma è isolato e guardacaso fuori non c’è un’insegna, niente, quando anche nella Formula 1 vediamo i colori giallo e rosso della Dhl. Sappiamo che ci lavora una settantina di persone ma non che merce fanno, e abbiamo chiesto un incontro ma non ci hanno mai risposto». Il segretario regionale della Uil Gino Galante precisa: «A livello regionale abbiamo firmato un accordo-quadro molto sostenuto con l’assenso della supply chain per risanare diverse situazioni nel mondo delle cooperative che lavorano all’interno, a costi per altro molto elevati per Dhl, ma a Tavazzano non si riesce a farlo rispettare per l’opposizione della cooperativa che c’è dentro - spiega Galante -. Nicchiano, ma qualche cosa verrà presto fuori».

Una voce di dissenso è quella di Mohammed Arafat e Fulvio Di Giorgio dei Si.Cobas, da sempre in contrapposizione ai “confederali”: «Prima dell’intervento dei sindacati autonomi la situazione della logistica nel Lodigiano era di totale sfruttamento. Alla H&M di Casalpusterlengo ad esempio ci sono voluti scioperi e scioperi per mettere in regola i lavoratori che non avevano scatti di anzianità, inquadramenti di livello adeguati alle mansioni ed erano pagati in nero»...

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