Quel matrimonio non s’ha da fare: pusher arrestato mentre si sposa
Sopra, il municipio di Paullo dove avrebbero dovuto celebrarsi le nozze

Scoperto il finto matrimonio: un uomo arrestato prima delle nozze

Scoperto a Paullo mentre cercava di sposarsi per ottenere la cittadinanza, denunciata anche una donna

Era tornato in Italia, nonostante l’ordine di espulsione, per le nozze. Un 26enne albanese si era fatto ospitare dai genitori e aveva convinto una ragazza a sposarlo. Un matrimonio di comodo, che si sarebbe dovuto celebrare giovedì, e che gli avrebbe permesso di restare a Paullo senza rischiare nuovamente l’accompagnamento coatto alla frontiera. Ma tutto è stato fermato dall’intervento dei carabinieri. 

Il raggiro non ha funzionato per l’intervento delle forze dell’ordine che hanno arrestato l’uomo proprio prima che potesse dire il fatidico sì. Allo stesso tempo hanno denunciato per favoreggiamento i suoi genitori e quella che avrebbe dovuto essere la sua futura sposa.

A portare i carabinieri sulla giusta strada è stata una serie di controlli incrociati: proprio la fretta di sposarsi ha permesso ai militari di smascherare l’albanese, che ha richiesto la pubblicazione, perché il matrimonio potesse essere officiato in Comune a Paullo alle 10. Da lì gli investigatori hanno scoperto che il giovane albanese, accompagnato alla frontiera a febbraio 2017, era di nuovo in Italia. Sono state compiute delle verifiche presso l’abitazione a Paullo dei genitori, senza mai trovare il giovane.

Allo stesso modo sono partiti gli accertamenti nei confronti di quella che sarebbe diventata la moglie, una cittadina italiana di 22 anni, di origine moldava. Sembrava tutto regolare, perché la donna aveva da poco cambiato la residenza, trasferendola proprio a Paullo. In realtà la sua abitazione è risultata fittizia dato che la ragazza ha continuato invece a vivere a Zogno, in provincia di Bergamo, con un altro uomo.

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