La licenziano perché è grassa: «Attendo le scuse del negozio»
Acquisti in un negozio (foto d’archivio)

La donna licenziata per il peso chiede le scuse del negozio

La vicenda denunciata dal Cittadino è diventata un caso nazionale

«Adesso voglio solo le scuse del negozio». A parlare è Arianna Marchi, la 29enne di Lodi licenziata dopo un solo giorno di lavoro perché troppo grassa. Il suo appello, lanciato dalle colonne del «Cittadino», nell’edizione di sabato e domenica, è stato ripreso poi dalla stampa nazionale e ha fatto il giro del web. «Mi hanno chiamata anche le Tv - commenta la giovane -, ma al momento preferisco aspettare. Attendo le scuse di Pittarello. Se non arriveranno allora mi comporterò diversamente».

La 29enne racconta la sua vicenda: «Avevo siglato un contratto da martedì a domenica, per 24 ore, per 8 euro e 77 lordi all’ora. Il primo giorno per tutto il pomeriggio ho messo a posto le scarpe. Quindici minuti dopo la fine del turno di lavoro, l’operatrice dell’agenzia interinale mi ha chiamata. Mi ha spiegato che l’azienda mi aveva giudicata non abbastanza leggera. Non avrei potuto scaricare i camion. Assurdo».

«È la prima volta che mi capita di sentire di una vicenda così - commenta Isacco Galuzzi, direttore di Confcommercio Lodi -, l’aspetto estetico non deve essere determinante o discriminate nelle valutazioni di chi assume, nemmeno nei negozi di scarpe e abbigliamento. Le valutazioni vanno fatte sulle capacità lavorative, non sugli aspetti fisici».

Dopo aver letto il suo caso, ad intervenire è stata anche Daniela Ramaioli: «Anche a me - dice - è successa la stessa cosa che è capitata ad Arianna, nello stesso negozio».

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