Bambino salvato all’Ikea: «È stato un gesto istintivo»
L’ikea di San Giuliano dove è avvenuto l’episodio

Bimbo salvato all’Ikea, parla il 37enne di San Colombano che ha evitato il soffocamento

«Nessun atto eroico, ho fatto solo quello che mi sentivo di fare»

Per lui è stato «un gesto normale», ma con quel gesto un bambino ha continuato a vivere. Non vuole sentir parlare di eroismo Umberto, il 37enne di San Colombano che sabato pomeriggio all’Ikea di San Giuliano ha salvato la vita a un bambino, evitando che soffocasse: «Nessun atto eroico, ho fatto solo - sottoline - quello che mi sentivo di fare, e alla fine è andata bene».

Poco dopo le 14,30 nella zona della Bottega svedese si sono vissuti momenti di panico quando un bambino ha smesso di respirare per un boccone andato di traverso. Subito i genitori e altri clienti hanno cominciato a urlare alla ricerca di un medico, ma alla fine è stato proprio Umberto a far sputare fuori il boccone al piccolo, salvandogli la vita.

«Non è stato un mio atto di eroismo – racconta tra mille ritrosie -. Eravamo in tanti a cercare di aiutarlo. Chi ha chiamato i soccorsi, chi cercava di tirargli fuori il boccone con le mani, chi ha preso il bambino per scuoterlo. Non ho fatto niente di eccezionale, ho fatto quello che mi sentivo di fare ma è stato davvero un salvataggio collettivo, in tanti si sono dati da fare e tutti hanno dato una mano». Un eroe per caso, insomma, ma guai a usare questo termine con lui: «Non c’è niente di eroico, non ho fatto nemmeno la manovra classica di Heimlich – prosegue -. Gli ho soltanto dato dei gran colpi sulla schiena e sul torace per cercare di fargli sputare fuori il boccone. Alla fine è andato tutto bene, e sono tornato in fila alla cassa per pagare».

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