Lodi celebra San Bassiano: la lunga giornata di festa

Lodi celebra San Bassiano: la lunga giornata di festa

Dal sindaco un appello ad “amare Lodi”, dal Vescovo un invito all’unità

Tutta la città e il territorio sono rappresentati in cripta, al cospetto dell’urna di San Bassiano, per il tradizionale omaggio offerto dalla municipalità. É il primo atto della festa del patrono. Oltre al vescovo Maurizio e al sindaco di Lodi Sara Casanova, che hanno pronunciato i propri discorsi, erano presenti anche il prefetto Patrizia Palmisani, numerosi sindaci del Lodigiano e delle aree della provincia metropolitana che rientrano nella diocesi di Lodi. Non è mancata la partecipazione di numerosi operatori economici, politici e sociali ad ascoltare le parole del pastore lodigiano e del primo cittadino.

Dal sindaco di Lodi Sara Casanova, un accorato appello: «Amate Lodi, e contribuite a renderla migliore». «Chiunque può rivolgersi all’amministrazione e avere parte attiva nel cambiamento» ha spiegato il sindaco, esprimendo la gioia di trovarsi, per la seconda volta, a vivere la festa patronale come primo cittadino. «Seguiamo l’esempio del nostro patrono - ha aggiunto -, e cogliamo questa festa come un’occasione di amicizia, incontro e ascolto».

Il vescovo Maurizio ha lasciato alla città e al territorio un messaggio di unità: «Soltanto lavorando in sinergia - ha affermato - possiamo offrire, specialmente ai più deboli, una prossimità decisiva per la qualità della vita umana e della collettività».

«Questo è l’auspicio migliore che possiamo scambiarci in questa ricorrenza, che ci unisce nella memoria di San Bassiano» ha proseguito il vescovo, invitando la comunità civile a mettere a tema il calo demografico, «sostenendo i giovani con politiche adeguate», e quello «dell’accoglienza e dell’integrazione possibili, nella convinzione che vera sicurezza è nella solidarietà».

In Cattedrale è poi iniziato il solenne Pontificale. A guidare la celebrazione è l’arcivescovo di Milano Mario Delpini che, con la sua presenza, consolida simbolicamente il legame tra la diocesi lodigiana e quella ambrosiana, un’amicizia che dura da millesettecento anni, dai tempi di Sant’Ambrogio e San Bassiano. A concelebrare la liturgia saranno il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti, il vescovo emerito Giuseppe Merisi e il vescovo nativo Egidio Miragoli. Sarà presente anche il vescovo emerito Giacomo Capuzzi.

Monsignor Delpini in Cattedrale

I fiori rossi e gialli con i colori di Lodi sull’altare, i gonfaloni della città e della provincia, la squadra del Revellino vincitore del Palio di ottobre sulla sinistra, i numerosissimi sindaci e le autorità civili, militari e i vari rappresentanti delle realtà del territorio nelle prime file, la delegazione di Bassiano di Latina: in Cattedrale inizia ora il Pontificale in onore del patrono, a millesettecento anni dalla sua nascita. “Nella terra bagnata dal sangue dei martiri… “ canta la Cappella musicale diretta da don Piero Panzetti. Presiede quest’anno la Messa solenne nella mattinata del 19 gennaio l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, concelebrano il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti, il vescovo emerito di Lodi monsignor Giuseppe Merisi e il vescovo di Mondovì monsignor Egidio Miragoli, originario della nostra diocesi. Durante la giornata, in Episcopio sarà ospite anche monsignor Giacomo Capuzzi, vescovo emerito di Lodi. Chi è a casa può seguire la celebrazione in diretta trasmessa da Tele Pace, canale 187.

«Siamo grati a San Bassiano per la perseverante intercessione e siamo intorno a lui come figli», ha detto monsignor Malvestiti nel saluto iniziale.

«Alzati, cammina, santa Chiesa di Dio, ascolta la voce del Buon Pastore! Affidati alla promessa, diffida dei tuoi calcoli, lascia le tue nostalgie, abbandona il tono del lamento e del malumore e lascia che la promessa susciti in te la speranza, la speranza lieta, la speranza forte, la speranza tenace, la speranza che ti anima di un fremito, di una attesa, di uno slancio. Alzati! Cammina! In cammino, popolo santo di Dio! Lasciati condurre dal buon Pastore alla gioia, alla festa degli ottimi pascoli: abbandona il rammarico e la nostalgia, lascia perdere l’elenco dei problemi e l’amarezza del risentimento e lasciati condurre alla gioia di essere amato dal Signore, di essere in comunione con il Signore che ti rende partecipe della sua vita, Santo popolo di Dio!».

Un momento della celebrazione

Vuole scuotere i Lodigiani, riuniti per la festa del patrono, l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, che presiede in Cattedrale il Pontificale in onore di San Bassiano. Uno scuotere che viene dalla liturgia del giorno del santo patrono. Ha detto infatti il metropolita: «Ho accolto volentieri l’invito del vescovo Maurizio a celebrare l’anniversario di Bassiano, l’antica amicizia tra Lodi e Milano, sorta tra Ambrogio e Bassiano. Sono venuto a celebrare la festa patronale, una festa tranquilla mi sembra, rassicurante. La Parola propone invece l’immagine del pastore che sta in mezzo a un gregge minacciato dai lupi, il pastore che si strugge per la dispersione del suo gregge e si sfianca per radunarlo, ricondurlo, rianimarlo, il pastore che si espone al rischio della vita perché le sue pecore abbiano la vita».

Il vescovo Malvestiti

In questo momento il Pontificale volge al termine con la benedizione. La festa continua ora in Broletto.

Un momento dei vespri

Una lunga fila che dai portici del Broletto arriva fino alle bancarelle: anche quest’anno si rinnova la tradizionale distribuzione della buseca, la trippa Lodigiana. L’evento, organizzato dalla Pro Loco e finanziato da Bcc Centropadana e dall’Asvicom, ha portato in Broletto 24 quintali di trippa, corrispondenti a quasi 4.000 porzioni. A mezzogiorno, terminata la Messa solenne in Duomo, sono arrivate le autorità civili e religiose, accolte dalla banda: l’arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini, il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti, il prefetto di Lodi Patrizia Palmisani, il sindaco Sara Casanova e il presidente della provincia Francesco Passerini.

Nel pomeriggio il gruppo alpini metterà sul fuoco i pentoloni del vin brulé e del té, per “scaldare” i lodigiani che passeggiano tra i banchetti allestiti in piazza. Piazza Vittoria e piazza Castello, infatti, ospitano la tradizionale fiera. All’ombra del Duomo un’ottantina di banchi, che offriranno generi di qualunque tipo: prodotti artigianali, giocattoli, souvenir, caramelle e torrone, ma soprattutto i classici “filson” di San Bassiano, le castagne infilzate pronte da gustare.

Il pomeriggio vedrà la consegna dei riconoscimenti ai cittadini più illustri. Alle 17.30, al Teatro alle Vigne, ci sarà la consegna del Fanfullino d’Oro da parte della Familia Ludesana, mentre l’amministrazione assegnerà le Benemerenze civiche. L’evento è allietato da intermezzi musicali a cura di Lorenzo Meraviglia e Riccardo Marelli, che suoneranno rispettivamente un violino Stradivari e un violoncello Klotz. Non mancheranno diversi appuntamenti culturali in musica. Nella sala Rivolta di via Cavour, infatti, fin dalle 16 si terrà un concerto a cura della Theresia Youth Orchestra, con l’esecuzione di brani di Cambrini, Kraus e Boccherini. In serata, poi, lo straordinario appuntamento di musica classica in cattedrale: alle ore 21, inizierà il concerto gratuito “Uno Stradivari per Lodi”, curato dall’Accademia Concertante d’Archi di Milano diretta dal maestro Mauro Ivano Benaglia, con una selezione di opere da Vivaldi, con la partecipazione del coro da camera dell’Accademia Concertante d’Archi di Milano e il coro Schola Cantorum Ars Nova di Cerro Maggiore, e le voci soliste del soprano Silvia Mapelli e del contralto Romina Tomasoni.

Per completare la proposta culturale lodigiana, ci saranno alcune aperture straordinarie nel canonico “Open Day” di San Bassiano. Oltre alla Cattedrale e all’Incoronata, sono aperti il museo Ettore Archinti di viale Pavia, il Museo Diocesano di Arte Sacra in via Cavour e il Museo della Stampa in via della Costa, il Museo dello Strumento Musicale di via Besana e la Collezione Anatomica Paolo Gorini in via Bassi. Sono attive le mostre inoltre “1948 – 2018 L’Italia è” e “L’urlo del ’68”, al Bpl Center, “Minimalia” alla chiesa dell’Angelo, il Museo Folligeniali di San Fereolo e la sala consiliare del Municipio.

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