Ecowatt, via libera all’ampliamento
L’impianto Ecowatt potrà aumentare il quantitativo di rifiuti da bruciare e stoccare: il via libera è arrivato da palazzo San Cristoforo

Ecowatt Vidardo, via libera all’ampliamento

Il nulla osta della Provincia permette all’inceneritore di aumentare sia i rifiuti bruciati che quelli stoccati

Rossella Mungiello

Via libera definitivo al contestato ampliamento dell’Ecowatt di Castiraga Vidardo. L’atto che scrive la parole fine al procedimento amministrativo, e permette all’inceneritore di aumentare sia i rifiuti bruciati, fino alle 35mila tonnellate annue, sia quelli stoccati, fino ai 3.160 metri cubi, è arrivato nei giorni scorsi dalla Provincia di Lodi. Con una determinazione datata 10 gennaio, e pubblicata nelle scorse ore, palazzo San Cristoforo dà di fatto il nulla osta definitivo a quelle che tecnicamente sono modifiche non sostanziali all’Aia, ovvero l’Autorizzazione integrata ambientale, per cui, con un precedente atto, si era già esclusa la verifica di assoggettabilità alla Via, la Valutazione di impatto ambientale. Una decisione che aveva già scatenato rabbia e indignazione in primis nel Comune di Castiraga Vidardo, che ha poi deciso di ricorrere al Tar della Lombardia, chiedendo l’annullamento di quella scelta.

«Con questo documento, la Provincia di Lodi chiude il procedimento e quel che è grave è che proprio lo stesso giorno in cui si firmava questa determinazione, io e altri sindaci lodigiani eravamo in via Fanfulla in una riunione in cui si parlava di instaurare un tavolo di lavoro sull’inquinamento del Lodigiano - sottolinea Emma Perfetti, sindaco di Castiraga, annunciando che la sua battaglia andrà avanti- e lo stesso presidente Passerini, mentre al piano di sotto qualcuno firmava qualcosa che non ha fondamento, ha parlato anche di Ecowatt e del controllo di questo impianto».

Emma Perfetti

L’unico obbligo per l’impresa oltre a quello delle 35mila tonnellate annue è quello di non superare le 100 tonnellate al giorno di rifiuti diretti all’inceneritore, ma Perfetti è scettica sulle possibilità che possa ottemperarvi: «Per arrivare al limite annuo - spiega - l’impresa dovrebbe lavorare tutti i giorni, ma l’impianto, secondo le relazioni, lavora una media di 319-320 giorni l’anno per esigenze di produzione. Lavorando con questi ritmi, si devono per forza superare le 100 tonnellate al giorno per arrivare al limite». La strada, per il Comune di Castiraga, resta dunque quella delle vie legali. Con l’amarezza, come chiosa il sindaco, di sentirsi soli: «ossibile che solo al Comune di Castiraga Vidardo interessi la tutela del territorio da un impianto che tocca anche altri comuni?». La risposta, per ora, è sì.

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