Sala scommesse, sarà guerra legale: «Faremo ricorso»

La sala scommesse di San Bernardo, i titolari pronti a fare ricorso

Dopo il diniego del Comune non si chiude la vicenda dell’attività a due passi dall’oratorio

I titolari della sala scommesse di San Bernardo pronti a ricorrere alla giustizia per aprire la propria attività. Il Comune infatti non intende fare dietrofront sulla vicenda della sala scommesse a due passi dall’oratorio. E gli esercenti faranno ricorso. Si chiude così il primo capitolo della vicenda che si è sviluppata a due passi dall’oratorio di viale Piacenza, in attesa degli esiti legali.

La questura, il 4 dicembre, ha concesso l’autorizzazione, ma la norma di riferimento per le questure è quella regionale e nazionale dove il rispetto delle distanze vale solo per chi ha slot e vlt. Il regolamento, che disciplina l’apertura di sale scommesse e sale slot, è stato emanato dal Comune nel 2015, durante la giunta di centrosinistra guidata da Simone Uggetti. Le strutture, recita il regolamento, non possono sorgere a meno di 500 metri da luoghi sensibili come chiese, oratori, scuole e bancomat.

I titolari Giovanni Giammarusti e Alessandro De Riva sono perplessi: «Noi non siamo degli sprovveduti - dicono -, abbiamo chiesto in Comune prima di aprire l’attività. Siamo andati presso l’ufficio tecnico. Gli operatori hanno letto il regolamento davanti a noi e hanno detto che avremmo potuto avviare la nostra attività lì, in viale Toscana perché non avevamo slot o vlt».
«Il regolamento - annota il capogruppo consigliare del Pd Simone Piacentini - vale anche per le sale scommesse, non solo per le slot. Dal punto di vista etico e dell’abuso non c’è differenza».


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