Giovanna Campioni tra i premiati per l’impegno contro le cardiopatie
Campioni, qui sopra, è la sesta da sinistra

San Donato, Giovanna Campioni tra i premiati per l’impegno contro le cardiopatie

Ha saputo trasformare la malattia in un’occasione di aiuto per il prossimo

Giulia Cerboni

Un riconoscimento internazionale, conferito alle Hawaii, per la sandonatese Giovanna Campioni che ha superato grossi problemi di salute e ora aiuta gli altri malati a trovare la forza di fare altrettanto. Coordinatrice dell’Associazione adulti cardiopatici congeniti (Aicca), la quarantacinquenne, affetta da una complessa malformazione al cuore sin dalla nascita, proprio per l’esempio che è riuscita a dare, è tra 12 vincitori, provenenti da tutto il mondo, del premio “Bakken Invitation” che è stato istituito da Medtronic Foundation (fondazione legata all’azienda statunitense Medtronic, che ha una sede anche in Italia, impegnata nel settore delle tecnologie biomediche).

Dopo quattro interventi a cuore aperto, oggi Giovanna Campioni, presidente della consulta per la disabilità di San Donato, conduce una vita che è intensa, ricca di impegni, ma anche piena di grandi soddisfazioni. «Per me - conclude – questo premio è molto importante perché mi fa sentire accettata per quello che sono e per quello che sono riuscita a fare. Ho trascorso dei periodi difficili, fatti di lunghi ricoveri in ospedale, dove ho preparato anche gli esami universitari. Ma tutto è cambiato dal momento in cui sono riuscita ad affrontare me stessa in modo schietto, a quel punto ho smesso di sopravvivere e ho iniziato a vivere davvero».

Laureata in giurisprudenza, dopo un master in psicoterapia, Giovanna è specializzata in “Peer Counseling” e affronta percorsi di sostegno psico-sociale con le persone affette dalla sua stessa patologia. Essere a fianco dei malati è la sua professione, ma anche la sua missione umanitaria che porta avanti con Aicca: una rete di medici, pazienti e volontari che fornisce un aiuto concreto ai cardiopatici congeniti. «Quando mi hanno consegnato il premio mi è venuta in mente la mia storia e ho pensato che tutto è nato dalla malattia, che inizialmente sembrava una disgrazia, ma poi mi ha dato gli strumenti per essere vicina agli altri».

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