Cà del Lambro, i rifiuti sepolti non si possono rimuovere
Rifiuti vari che affiorano dal terreno contaminato da Pcb a Cà del Lambro

Cà del Lambro, impossibile rimuovere il terreno contaminato

L’inquinamento è su un’area troppo vasta, la prima ipotesi è di impermeabilizzare il suolo

La bomba ecologica di Ca’ del Lambro sarà disinnescata ma non potrà essere eliminata: l’estensione dell’area contaminata è tanto grande e profonda da non consentire l’asportazione dei terreni senza compromettere l’alveo del fiume Lambro. Le prime ipotesi di lavoro prevedono l’impermeabilizzazione del suolo sui cui si sono confrontati gli uffici di Regione Lombardia, Città Metropolitana e Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po) che al Pirellone hanno incontrato le delegazioni del Comune di Mediglia e, per la prima volta, di San Giuliano.

Il summit a Palazzo Lombardia è servito a stabilire l’iter, coinvolgendo anche altri enti (tra cui il parco agricolo Sud Milano e le autorità sanitarie) che saranno chiamati a un nuovo incontro all’inizio di febbraio.

«Questo primo confronto lo avevamo chiesto noi, perché era necessario capire quali saranno le procedure da seguire per la bonifica – spiega il vice capogruppo di Mediglia Renato Falce -. Ogni intervento, più o meno invasivo, si svolgerà sulla proprietà di Ca’ del Lambro che ora la Città Metropolitana ha identificato come soggetto responsabile della bonifica, che se non sarà eseguita spetterà agli enti coinvolti svolgere, rivalendosi poi sul privato nel caso della conferma della sua responsabilità».

Intanto, allo stato attuale la produzione sull’area è inibita e i capi di bestiame sono sotto sequestro sanitario.

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