I sindaci uniti sul futuro della sanità del territorio
Uno scorcio dell’assemblea dei sindaci(foto Borella)

I sindaci uniti sul futuro della sanità del territorio

I primi cittadini si riuniranno per proporre soluzioni alla Regione

Cristina Vercellone

Restare o uscire dall’Ats di Milano, accorpare gli ospedali del Lodigiano con quelli di Crema o migliorare semplicemente la situazione attuale. I sindaci del Lodigiano si metteranno intorno a un tavolo per proporre delle soluzioni alla Regione e al nuovo direttore dell’Ats di Milano Walter Bergamaschi. L’idea è uscita ieri dall’assemblea dei sindaci, alla presenza di 21 amministratori.

«Al tavolo - ha detto la consigliera regionale Patrizia Baffi - devono esserci anche gli enti gestori, come le case di riposo. Ai tempi dell’ex Asl le risorse che avanzavano venivano ridistribuite immediatamente ai lodigiani, adesso non è più così». La Baffi caldeggia una modifica della situazione.

Il consigliere regionale Patrizia Baffi

Di opinione differente, invece, il presidente dell’assemblea dei sindaci dell’ambito distrettuale di Lodi, Casale e Sant’Angelo, Luca Marini. «Possiamo fare un’Ats del Lodigiano? Se sì, allora ci sto, ma dubito che si possa - dice - e quindi qualsiasi altra Ats diversa da quella di Milano è negativa. Primo, perché ci sono voluti due anni per l’applicazione della riforma e quindi si perderebbero altri due anni ancora, secondo perché a Milano abbiamo istituti di ricerca e all’avanguardia, il confronto è sempre vantaggioso, Abbiamo a disposizione realtà innovative e le risorse non utilizzate vanno a nostro beneficio».

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