Stop a Ostetricia, il nuovo anno comincerà senza nascite
Il servizio di Ostetricia dell’ospedale di Codogno è sospeso, e si teme possa essere il preludio a una chiusura definitiva

A Codogno un inizio d’anno senza nascite

Dopo la sospensione del servizio di Ostetricia il primo vagito nel Lodigiano non giungerà dal centro della Bassa

Risuonerà sicuramente a Lodi il vagito del primo nato del 2019 in provincia. La sospensione del servizio di Ostetricia dell’ospedale di Codogno è infatti destinata a prolungarsi, e persino l’assessore al welfare Giulio Gallera in occasione dell’ultima visita in città a inizio dicembre si è lasciato sfuggire per la prima volta la parola «chiusura». Il sindaco Francesco Passerini non molla («Non sono scelte di competenza comunale, ma fino a quando ci sarà anche solo una piccola fiammella di speranza di riaprire il punto nascite, noi la terremo viva») ma a oggi il corre il rischio concretissimo di essere il primo di una serie di anni senza nuovi nati a Codogno.

Tecnicamente, infatti, il servizio è soggetto a una sospensione del servizio causata dalla mancanza di professionisti ginecologi. Ma di fatto quella di Ostetricias è una chiusura che potrebbe diventare definitiva entro poche settimane. «Non ci nascondiamo dietro un dito, ma la forma è importante – afferma Passerini -. Al momento, siamo ancora in una fase di sospensione del servizio, e come assemblea dei sindaci abbiamo fatto una richiesta precisa di attenzione al territorio, facendo il possibile per la sua riattivazione. E in questo senso si è espresso anche l’assessore al Welfare. Dunque è una fiammella flebile, ma fino a quando sarà accesa faremo di tutto per mantenerla viva».

Il sindaco di Codogno, Francesco Passerini

Presto insomma la mannaia del Ministero potrebbe spegnere anche l’ultima fiammella formale. «Con il cambio ai vertici dell’Azienda socio-sanitaria territoriale vogliamo capire cosa cambia per il territorio, e se ci fosse anche una piccola possibilità cercheremo di coglierla – chiosa il primo cittadino di Codogno, nonché attuale presidente della Provincia -. Siamo pronti anche a far pervenire un’interrogazione al Ministero per andare in deroga rispetto al mancato raggiungimento dei 500 parti l’anno, perché Codogno non centra l’obiettivo per una sospensione tecnica. È molto complicato, ma continuiamo a crederci».

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