Nessuno passa più la notte nella “città dei disperati”
Le forze dell’ordine il giorno dello sgombero della baraccopoli sotto il ponte della tangenziale.

L’esodo dei senzatetto dalla “città dei disperati”

Dopo lo sgombero della baraccopoli nessuno è tornato sotto il ponte della tangenziale a Lodi: alcuni hanno trovato rifugio grazie alla Caritas

Il problema dei senzatetto rimane, acuito dal grande freddo calato sulla città. Ma non riguarda più il ponte della tangenziale di Lodi, dove dopo lo sgombero della baraccopoli non è più tornato nessuno. Un miglioramento, che se non risolve la drammatica questione quantomeno mette giocoforza a maggior riparo i disperati. Alcuni dei quali hanno infatti approfittato dei dormitori cittadini e degli altri servizi messi a disposizione della Caritas, mentre altri sono rimasti a dormire in rifugi improvvisati.

«Sapere che in molti dormivano sotto il ponte, con questo freddo, era fonte di preoccupazione e ansia, e almeno questo non c’è più - commenta il direttore della Caritas lodigiana, Carlo Bosatra -. Alcuni però sappiamo che hanno preferito non avvicinarsi ai servizi. I nostri volontari che fanno i giri in città per vigilare su questo fenomeno e avvicinare chi ha bisogno non ne hanno trovati, forse dormono in qualche stabile abbandonato, ma non all’aperto. Si tratta comunque di poche persone».

Giacigli di fortuna sotto il ponte della tangenziale

I dormitori presenti in città nel frattempo sono al completo. Tutti occupati infatti gli 11 posti letto di via Defendente, i 18 di via Vecchio Bersaglio e i 16 (poi portati fino a 20 grazie alle rotazioni giorno-notte) di via Bastioni in città bassa. «Resta comunque anche un problema aggregativo - aggiunge Bosatra -, perché molti, fuori dal dormitorio, passavano poi le giornate proprio al ponte. Ora questo non c’è più e il rischio è che queste persone vaghino per la città. Si vedono già in stazione, all’ospedale o altrove. L’obiettivo è avvicinarli ai servizi per cercare di toglierli dall’isolamento in cui si trovano e farli sentire meno soli». Sperando che il 2019 possa portare un posto caldo a tutti. E che la “città dei disperati” resti solo un brutto ricordo.

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola venerdì 28 dicembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.