Legionella, Gallera conferma: «Il boom è colpa del caldo»

Legionella, Gallera conferma il boom

Sono 26 i casi in un anno nel Lodigiano, ma senza epidemie. La colpa? Del caldo autunnale

Il boom della malattia c’è stato, anzi: con 26 casi, è stato un anno da record. E se la colpa, da una parte, è stata delle temperature particolarmente calde dell’autunno, il merito di aver rilevato il fenomeno è da ascrivere alle diagnosi dei medici lodigiani. A confermare il 2018 particolarmente delicato sul fronte legionella è l’assessore regionale Giulio Gallera, che rispondendo alla consigliera del Pd Patrizia Baffi, che aveva chiesto lumi sul caso, ha inviato la risposta del direttore dell’Ats Marco Bosio, con i dati e le spiegazioni sulla diffusione della malattia nel Lodigiano. Anche se di “cluster”, ovvero due o più casi associati, per fortuna non ne sono emersi.

Nel dettaglio, «Tra gennaio e ottobre - spiega Bosio - sono stati segnalati 26 casi di legionella tra i lodigiani, compresi tra i 57 e gli 85 anni. Nell’analogo periodo del 2017 e 2016, i casi erano stati rispettivamente 9 e 2. Dei 26 casi, 20 riguardano maschi. Ventiquattro pazienti sono stati ricoverati e un paziente oncologico è deceduto. Attualmente solo un malato resta ricoverato». I Comuni che hanno registrato più casi sono stati Lodi (7), Vidardo, Codogno e Sant’Angelo (2). Un caso si è verificato anche nei Comuni di Borghetto, Casale, Castiglione, Cavenago, Cornegliano, Guardamiglio, Lodi Vecchio, Maleo, San Martino, San Rocco, Senna, Tavazzano e Zelo.

«Dall’analisi non emergono evidenze di cluster in corso», rassicura Bosio. Per poi spiegare come la curva epidemica evidenzi che «come atteso, il maggior numero di casi si è manifestato nei periodi caldi e umidi, compresi i mesi di settembre e ottobre, caratterizzati quest’anno da temperature particolarmente miti». Dal canto suo, Patrizia Baffi commenta come «dai dati puntuali ricevuti dall’Ats veniamo in un certo senso rassicurati dal fatto che si escludono cluster epidemici nel Lodigiano pur restando una evidente crescita dei casi riconducibili probabilmente alle elevate temperature ambientali degli ultimi mesi».

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola venerdì 14 dicembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.