Il decreto Salvini fa una vittima, madre e neonato messi alla porta
Profughi davanti alla prefettura di Lodi: il decreto sicurezza fa vittime

Mamma e neonato in mezzo alla strada. Ecco i primi effetti del decreto sicurezza.

La donna nigeriana ospite del Cas di Meleti ha il permesso di soggiorno per motivi umanitari ma non riesce ad accedere allo sprar con il suo bimbo di 8 mesi

A 25 anni, con in braccio il suo piccolo di otto mesi, si è trovata in mezzo alla strada, in un pomeriggio invernale. È accaduto a una donna nigeriana, che ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari fino al 2020, ma che per effetto del nuovo decreto “sicurezza” non può accedere al sistema dello Sprar. Così, dopo essere stata ospitata nel Cas - centro di accoglienza straordinaria - di Meleti, gestito dalla cooperativa Don Lugani, si è trovata senza un tetto.
Fortunatamente, grazie alla buona volontà di un mediatore culturale, la giovane mamma e il suo bambino hanno raggiunto Lodi e hanno cercato protezione al Consorzio dei Servizi alla Persona.

La donna è stata temporaneamente riaccolta nella struttura e il Consorzio, nella mattinata di ieri, se ne è fatto carico coinvolgendo un assistente sociale, che ha poi aiutato la donna a trovare una sistemazione da un conoscente, in provincia di Parma. «Ci siamo attivati immediatamente per capire come poter aiutare questa donna, perché davanti a situazioni del genere non ci si può voltare dall’altra parte» sottolinea il presidente del Consorzio Giancarlo Cordoni, che però precisa: «Ci siamo già fatti carico come azienda di un minore accolto a Pieve Fissiraga, ora però vorremmo capire quanti altri casi di questo genere potrebbero verificarsi sul territorio», per questo Cordoni chiede alla Prefettura un censimento di madri e figli minorenni che rischiano di trovarsi in questa condizione, e si domanda a chi spetterà pagare l’accoglienza in questa situazione.

La Prefettura di Lodi, contattata nel pomeriggio, ha chiarito che «i Cas sono strutture per i richiedenti protezione internazionale per cui non può essere ospitato chi ha ottenuto il titolo, come è il caso della signora. Dopo un periodo di proroga, molto stretto, deve lasciare la struttura, perché altrimenti saremmo in violazione della legge 142 del 2015».

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