Rubavano rame dai cavi dell’alta tensione, presa una banda di rom
La banda in azione

Rubavano rame dai cavi dell’alta tensione, presa una banda di rom

Arresti tra il Lodigiano e il Pavese, pesanti le ripercussioni sulla rete elettrica dopo i colpi

Nei giorni corsi i Carabinieri di Cremona, in collaborazione con quelli di Milano, Lodi, Pavia, Udine e Bologna hanno dato il via all’operazione denominata “Black out”, rintracciando e traendo in arresto 8 persone, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cremona in concorso ed a vario titolo tra loro – dei reati di furto aggravato e ricettazione.

Nell’ambito della medesima indagine, sono stati anche deferiti in stato di libertà altri 3 soggetti in passato già arrestati in flagranza di reato, (così giungendo al totale di 11 coinvolti, dei quali 10 nomadi di etnia rom ed un italiano), rispettivamente domiciliati nei Comuni di Sant’Angelo Lodigiano, Caselle Lurani, Vigevano, Miradolo Terme, Badia Pavese, Corteolona e Santa Cristina e Bissone. L’attività investigativa, condotta dai militari dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cremona è stata avviata nel mese di luglio 2016 e seppur interrotta operativamente per alcuni mesi, a causa della fuga di alcuni componenti del gruppo criminale in Romania, loro paese di origine, ripresa e proseguita per tutto il 2018.

Abili nell’organizzare in poche ore razzie sistematiche di intere aree geografiche e capaci di non fermarsi di fronte a nessun ostacolo. Sono risultati responsabili di aver sottratto, in decine di colpi, centinaia di chilometri di conduttori di rame, costituenti le campate aree della media tensione dell’energia elettrica, prelevandoli dagli altissimi tralicci presenti sulle zone più isolate della bassa padana lombardo - emiliana e sulle risaie della Lomellina e del pavese, causando gravi danni alle società di erogazione e non poche difficoltà ad aziende e piccoli centri abitati, provocati dai numerosi “black out” elettrici che spesso hanno costretto a sospendere le attività produttive e creato grave disagio alla vita delle comunità.

Le indagini hanno dimostrato come i componenti della banda, avevano due basi presso due campi nomadi, uno in Vigevano (PV) (ubicato in via San Marco) e l’altro a Sant’Angelo Lodigiano (LO) (presso la Cascina Belfuggito), da cui partivano per aggredire obbiettivi a diversi chilometri di distanza, scegliendo in particolare zone piuttosto isolate ed agendo di notte.

L’attività d’indagine ha anche permesso di individuare il ricettatore del gruppo. Un pensionato italiano con un ruolo ben preciso anche nell’organizzazione logistica dell’attività di smercio, nella fase del trasporto della merce e del rame, sia del suo piazzamento per cui alimentava un florido giro d’affari.

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