Mafia, due persone arrestate nella notte a Lodi Vecchio
Una volante della polizia lodi

Mafia, due persone arrestate nella notte a Lodi Vecchio

Padre e figlio in manette nell’ambito della maxi operazione contro la ’ndrangheta

Due uomini, padre e figlio, sono stati arrestati nella notte a Lodi Vecchio dalla squadra mobile di Lodi nell’ambito della maxi operazione contro la ’ndrangheta coordinata dalla Direzione nazionale antimafia, che ha impegnato polizia di Stato e guardia di finanza. In tutto 90 le misure cautelari in esecuzione anche in Germania, Olanda, Belgio e Sud America. Tra i catturandi, diversi importanti esponenti di famiglie storiche della ’ndrangheta operante nella Locride. Le accuse ipotizzate spaziano, a vario titolo, dall’associazione mafiosa al riciclaggio, dall’associazione dedita al traffico internazionale di droga alla fittizia intestazione di beni.

L’operazione, illustrata personalmente nel pomeriggio dal procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, contesta l’importazione in europa di almeno due tonnellate di cocaina, di cui 500 chilogrammi finiti sotto sequestro. È stato scoperto che la droga veniva trasportata in auto e in camion, nascosta in vani e doppifondi, “impermeabili” ai normali controlli stradali, realizzati ad hoc da un gruppo di pregiudicati turchi, da anni trapiantati in Germania, dove gestivano un autonoleggio. Le cosche avrebbero cercato di pagare i fornitori sudamericani di “polvere bianca” perfino in Bitcoin.

«Sono state compiute indagini molto complesse sui soggetti che si muovevano in questi Paesi - ha spiegato il procuratore nazionale antimafia -: ciò che veniva intercettato in altre nazioni si conosceva in Procura a Reggio Calabria e ciò che si faceva a Reggio si riportava là, come un unico organismo giudiziario. Olanda e Germania hanno dato una grandissima collaborazione, sono state coinvolte in modo pregnante a causa della presenza e dell’operatività di uomini di ’ndrangheta nei loro Paesi e per le numerose aperture di locali di ristorazione nei quali avvenivano riunioni di ‘ndrangheta. L’unico centro di condivisione delle indagini ha permesso di avere il quadro delle attività di varie cosche, individuando anche un gruppo campano».

I due arrestati sono nativi di Siderno (Reggio Calabria), hanno 56 e 31 anni e apparivano insospettabili, con un tenore di vita normale. Sono accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e secondo l’accusa avrebbero avuto il ruolo di portare carichi di cocaina o anche hascisc tra la Calabria, la Lombardia e l’Emilia Romagna. I particolari sull’edizione del 6 dicembre de Il Cittadino di Lodi in edicola.

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