Bcc, il governo blocca la riforma Bassanetti: «Siamo nella nebbia»
Serafino Bassanetti, presidente della Bcc Centropadana di Lodi

Bcc, il governo vara la controriforma. Bassanetti: «Siamo nella nebbia»

In discussione l’obbligo di adesione alle nuove capogruppo

Lorenzo Rinaldi

La prima banca lodigiana a convocare l’assemblea dei soci è stata la Bcc Laudense, che metterà ai voti le modifiche allo statuto e al regolamento assembleare sabato 24 novembre, chiedendo di fatto ai soci l’ultimo via libera all’ingresso nella capogruppo Cassa centrale banca, fissato per il prossimo primo gennaio 2019. A seguire, domenica 9 dicembre, toccherà ai soci di Bcc Centropadana e di Bcc Borghetto approvare le modifiche e indirizzare gli istituti verso la capogruppo Iccrea banca.

Le date delle assemblee, al momento, sembrano gli unici punti fermi all’interno di una riforma - quella del credito cooperativo - voluta dal governo Renzi e che ora il nuovo esecutivo gialloverde si appresta a smontare pezzo per pezzo, su spinta soprattutto della Lega.

Era stato proprio il sottosegretario leghista lodigiano alla presidenza del consiglio, Guido Guidesi, a sottolineare dalle colonne del «Cittadino» lo scorso giugno la necessità di rivedere il piano che prevede l’obbligatorietà per le singole Bcc di aderire ai gruppi unici, perdendo in parte autonomia. In estrema sintesi, in prima battuta il governo avrebbe previsto l’obbligo di adesione alle capogruppo solo per le banche di credito cooperativo che hanno un patrimonio inferiore ai 100 milioni di euro, mentre le Bcc con un patrimonio superiore avrebbero la facoltà di aderire, ma potrebbero anche scegliere di rimanere del tutto autonome. E se per la Bcc Laudense e la Bcc Borghetto, che hanno un patrimonio ben al di sotto dei 100 milioni, il futuro nei gruppi unici non sarebbe stato in discussione, Bcc Centropadana e Bcc Caravaggio e Cremasco, che quota 100 la superano, avrebbero potuto scegliere la carta della non adesione, dunque l’autonomia.

Nelle scorse ore - però - le forti pressioni del mondo cooperativo, Federcasse in testa (come riportato anche dal Cittadino in edicola oggi), e di Bankitalia hanno nuovamente portato i rappresentanti della maggioranza di governo a fornire indicazioni sulla “controriforma” che si impegnano ad adottare attraverso una serie di emendamenti al decreto fiscale che deve essere convertito in legge. La novità più importante riguarda l’obbligo per ogni singola banca di credito cooperativo di aderire ai gruppi unici Iccrea banca o Cassa centrale banca. L’obbligo di adesione alle capogruppo, inizialmente ipotizzato per le Bcc con patrimonio sotto i 100 milioni di euro, dovrebbe rimanere in vigore per tutte le banche di credito cooperativo, al di là del patrimonio, eccezion fatta per quelle di Bolzano. Il governo punterebbe dunque a offrire alle sole Bcc altoatesine la possibilità di non aderire a un gruppo unico (che in questo caso nascerebbe su base provinciale) ma di garantirsi a vicenda attraverso il Sistema di tutela istituzionale, secondo un modello già in vigore in Germania.

Il quadro, insomma, è piuttosto fluido. Tanto che alla vigilia delle ultime novità, il presidente della Bcc Centropadana, Serafino Bassanetti, aveva dichiarato: «Siamo nella nebbia più fitta, anche se al momento le assemblee dei soci restano convocate». Spiegando che, in caso di eliminazione dell’obbligo di adesione alle capogruppo per le banche più patrimonializzate, Centropadana valuterebbe«il da farsi con i nostri soci».

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