Scrivono di tutto, anonimi, e senza mai metterci la faccia

di Paola Della Torre

Si scrivono di tutto, soprattutto quello che non direbbero mai mettendoci la firma. Ti amo, ti odio, me la pagherai. Coraggiosi e cattivi come si può essere solo dietro uno schermo, per di più coperti dall’anonimato. Ecco perché ThisCrush, il sito dei messaggi senza nome, da un anno piace tanto ai ragazzi quanto preoccupa i genitori. Un anno di confessioni, pettegolezzi, insulti.

Una parabola iniziata lo scorso autunno e ancora in ascesa, quella che vede protagonista questa piattaforma lanciata nel 2016 che ha conquistato adolescente dopo adolescente, fino a diventare tra le più gettonate dai giovani italiani. Quella in voga negli oziosi pomeriggi d’estate e poi tra i banchi di scuola, per dichiarare il proprio amore al vicino di cartella, mantenendo fede al proprio nome, ThisCrush, che in italiano suona come “Questa cotta”.

Anche se non esistono stime ufficiali sulla diffusione, e la stessa genesi della piattaforma è misteriosa, non è difficile imbattersi su Instagram in profili che rimandano a ThisCrush.

Basta cliccare su un link per venire dirottati su una semplice bacheca colorata dove chiunque può lasciare un “QuickLike””, cioè un generico apprezzamento, e inviare un commento anonimo scegliendo tra due opzioni: scriverlo in privato, rendendolo visibile solo al destinatario, o postarlo pubblicamente sulla bacheca aperta a tutti. Per spedirlo non è necessario essere iscritti, mentre per riceverlo sì. Una procedura che richiede pochi minuti, l’inserimento di un nome utente, una password e una email.

Il passo successivo è far conoscere la propria pagina ThisCrush agli amici. Come? Aggiungerla alla descrizione dell’account Instagram. Proprio la perfetta simbiosi con il social delle foto, che oggi conta un miliardo di utenti attivi al mese, ne è stata la chiave del successo. Con i messaggi ricevuti che vengono fotografati per poi essere condivisi, spesso come Storie, i contenuti effimeri della durata di ventiquattr’ore, e così nuovamente visualizzati, nonché commentati. Questa volta con nome e cognome.

Ma tra gli apprezzamenti, ecco comparire anche domande impertinenti e poi le offese. Perché l’anonimato libera, nel bene e nel male. Lo pensano i ragazzi, desiderosi di potersi togliere qualche sassolino dalla scarpa e al tempo stesso curiosi dell’opinione dei coetanei.

E lo pensano mamme e papà preoccupati di veder finire i propri figli vittime dei bulli da tastiera. E sebbene ThisCrush consenta a chi lo usa di non ricevere messaggi senza firma, l’opzione di rado viene presa in considerazione. Conoscere il giudizio degli altri quando non sono costretti a metterci la faccia: è proprio questo l’attrattiva di strumenti del genere, di cui ThisCrush è solo l’ultima espressione.

Come difendersi? L’unica risposta è sempre l’educazione, di giovani e adulti. “Educare i ragazzi è l’unico modo efficace per evitare gli abusi”, commenta l’autrice dell’ultimo, in ordine di tempo, libro sul rapporto tra giovani, genitori e la Rete (Con lo smartphone usa la testa). “Chi li subisce, deve sempre denunciare. Mentre, dall’altra parte, si deve capire che è possibile risalire agli autori dei messaggi. Pensare di poter scrivere di tutto, senza prendersi alcuna responsabilità, è solo un’illusione. Quindi se possiamo ancora sorridere su un’ingenua dichiarazione d’amore, insulti e minacce sono veramente gravi”.

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