Dopo gli arresti i primi interrogatori, si alza il velo sul maxi giro di spaccio
Lodi, la conferenza stampa dei carabinieri

Droga a Sant’Angelo, un centinaio le persone segnalate come consumatori

Tutti i clienti identificati sono già stati sentiti durante le indagini come testimoni, ora i loro nomi verranno comunicati alla prefettura

Sono un centinaio i clienti degli spacciatori arrestati nei giorni scorsi per un ampio giro di droga tra Sant’Angelo e Casale. I clienti già sentiti durante le indagini come testimoni, verranno segnalati come consumatori di stupefacenti tramite una comunicazione alla prefettura. «Non abbiamo potuto farlo prima per non compromettere le indagini» spiega il capitano Domenico Sacchetti, comandante della compagnia di Lodi.
Si tratta comunque solo della punta dell’iceberg rispetto alle centinaia di clienti che ruotavano attorno ai cinque gruppi di spacciatori (quattro a Sant’Angelo e uno a Casale) individuati nel corso delle indagini.

Otto misure cautelari in carcere sono già state eseguite, più una ai domiciliari. Manca ancora un egiziano all’appello, K.Y. le iniziali, considerato l’autore, insieme a B.E., della spedizione punitiva avvenuta il giorno di Natale del 2016 a casa di un marocchino in viale Monte Grappa a Sant’Angelo.

Ieri intanto nel carcere di Lodi, ma anche per rogatoria per tre soggetti rintracciati nelle province di Genova, Catanzaro e Caltagirone, sono cominciati gli interrogatori di garanzia.

L’operazione dei carabinieri ha squarciato il velo su un fenomeno che è sempre più diffuso anche nel Lodigiano e che spesso «non viene percepito dai diretti interessati nella sua gravità» come viene denunciato dall’Arma. I pusher vendevano la droga infatti davanti alle scuole, agli oratori o ai locali pubblici più frequentati, in pieno giorno, per confondersi fra i ragazzi e passare inosservati.

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