Adda, la paura è passata: «Alcune paratie si potevano evitare»
La posa notturna delle grosse dighe di alluminio all’Isolabella

Adda, la paura è passata: «Alcune paratie si potevano evitare»

Secondo l’assessore alla protezione civile Stefano Buzzi il progetto degli argini poteva seguire logiche più “tecniche”

«Forse se nel progettare gli argini avessero ascoltato di più gli ingegneri, e un po’ meno gli architetti, il Comune di Lodi si troverebbe a dover gestire un numero inferiore di paratie mobili. All’Isolabella sarebbe bastato far passare la strada sopra l’argine, come si fa in tutto il mondo». È la critica che l’assessore comunale alla protezione civile Stefano Buzzi muove al sistema di protezione dalle piene che tra lunedì e martedì è stato attivato a cura dei volontari del gruppo comunale di protezione civile, con l’installazione, in un tempo di un’ora a partire dalla decisione, delle paratie in alluminio dell’Isolabella, costituite da 18 elementi, e di alcune paratie lungo l’argine dell’Adda. La competenza comunale è dal ponte Napoleone in giù, per l’argine a monte invece devono pensarci Adda e Consorzio Muzza.

La città ha evitato di vedersi separata per sempre dal suo fiume e di rinchiuderlo dietro spesse barriere di ghiaia e cemento, ma l’installazione delle paratie, nei tempi stretti e nelle condizioni meteo avverse che caratterizzano l’allarme per le ondate di piena, è un’operazione impegnativa. L’assessore non entra nel merito, «perché la competenza non è nostra», ma molti lodigiani si erano da subito domandati anche perché l’argine che arriva fino alla provinciale per Montanaso fosse stato interrotto alla Martinetta, con la previsione di una grossa paratia mobile a chiudere la strada che porta al Belgiardino, quando invece anche gli argini del Po più alti vengono superati da strade, e nessuno deve correre per installare barriere nel cuore della notte.

Una delle paratie dell’Isolabella

Le previsioni per i prossimi giorni escludono per ora quelle piogge eccezionali che lunedì hanno gonfiato a dismisura il Brembo e costretto il regolatore del Lago di Como ad aprire la diga di Olginate. «Ma le paratie che abbiamo messo l’altra notte le lasceremo - annuncia Alberto Panzera, coordinatore del Gruippo comunale di protezione civile -, attendiamo che il meteo si stabilizzi. Si era già visto nel 2002 che le ondate di piena dell’Adda sono prevedibili ma fino a un certo punto, ci sono troppe variabili». A inizio settimana l’Adda era arrivata, al ponte di Lodi, a più 191 sullo zero idrometrico, con un balzo improvviso. Il pre allarme della protezione civile comunale scatta a 90 centimetri, a 120 l’allarme, e a 180 vanno installate le paratie.

«Le paratie del Comune vengono provate periodicamente - conclude Panzera -, cerchiamo di fare due esercitazioni all’anno. Speriamo che anche quelle dell’Aipo, che ha competenza su 1,8 chilometri di argine, vengano sottoposte a regolare manutenzione, trattandosi di strutture metalliche che vengono tenute in depositi interrati e che quindi sono sempre esposte all’umidità».

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