Botte e minacce alla sua compagna: ex omicida in manette per stalking

Botte e minacce alla sua compagna: ex omicida in manette per stalking

Da mesi la picchiava e perseguitava, il 36enne aveva già scontato 18 anni

Riesce a scappare e a rifugiarsi in un appartamento con i suoi tre figli, ma il suo compagno la trova e la minaccia ancora una volta. Se non l’avesse lasciato entrare, sarebbe finita male per tutti loro e per dar forza alle sue parole il 36enne di San Giuliano, originario di Gela, ha buttato del liquido sulla porta e dopo averla presa a spallate ha annunciato che l’avrebbe incendiata. Alle parole non ha potuto fare seguire i fatti, perché è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della tenenza di San Giuliano per il reato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.

La storia tra i due era iniziata tempo fa in Sicilia, poi però l’uomo era stato arrestato nell’ambito di un’operazione che aveva azzerato un’associazione a delinquere specializzata in furti. Ben più grave però l’addebito nei suoi confronti per omicidio volontario in concorso e la successiva condanna: aveva scontato 18 anni di carcere, ma dallo scorso aprile era finalmente libero.

Si era trasferito in via Carducci a San Giuliano, nell’appartamento in uso alla compagna, sottoposto alla misura della libertà vigilata con l’obbligo di presentarsi in caserma e firmare. Inizialmente la coppia non sembravano esserci difficoltà, poi sotto l’effetto dell’alcol il compagno ha cominciato ad essere violento. Anche Facebook era diventato motivo per litigare in un’escalation di violenza, che ha alimentato un clima di terrore nella famiglia. I figli spaventati si chiudevano in camera e la compagna doveva affrontare da sola le angherie. In un caso, secondo i racconti raccolti dai carabinieri, la donna era stata presa per i capelli e poi per il collo: in quel frangente le sarebbe stato puntato contro un coltello e mentre si divincolava è è stata tagliata all’avambraccio.

Accompagnata in ospedale, ha finto che si trattasse di un incidente domestico. D’altronde lei si sentiva indifesa, nella sua mente riecheggiava lo spettro di un compagno che aveva già ucciso una volta e che le diceva che era in grado di farlo nuovamente. Lei ha cercato una via d’uscita, ha trovato un appartamento, ma è durata poco. L’altra notte il 36enne si è presentato urlando contro di lei. Poi l’ultimo brutto episodio, e l'epilogo con l’arresto.

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