«Comune intollerante verso di noi»: l’appello al Santo Padre di “Sabil”
Nella foto momento di preghiera nel centro culturale islamico Sabil

Gli islamici di San Giuliano si appellano al Papa

Il centro culturale “Sabil” scrive una lettera a Bergoglio dopo la mozione sulle “vittime del terrorismo islamico”

Sono preoccupati dal clima di intolleranza che si respira, in Italia e a San Giuliano, verso le altre culture e le altre religioni, così hanno scritto a Papa Francesco. È un appello rispettoso ma accorato, quello che la comunità islamica di San Giuliano Milanese rivolge al Pontefice con una lettera firmata dall’associazione Culturale Sabil, realtà che «opera sul territorio dell’area metropolitana milanese da ormai quindici anni e si adopera da sempre in favore dell’integrazione e del dialogo fra le diverse religioni».

A preoccupare la comunità islamica, tanto da «implorare» la «vicinanza» e il «l’aiuto» di Papa Francesco, l’approvazione, nei giorni scorsi, della contestatissima mozione sull’istituzione di una piazza “vittime del terrorismo islamico”, decisione presa «all’interno dell’istituzione locale del comune del quale operiamo con pazienza e instancabile impegno». Il Comune, sostengono i responsabili di Sabil, «anzichè lavorare per avvicinare, si cerca di tracciare solchi profondi, fomentando l’odio tra diverse religioni collegando improvvidamente l’Islam al terrorismo e al fondamentalismo, alimentando così una pericolosa deriva di intolleranza e di paura».

La decisione di rivolgersi direttamente al Santo Padre, spiegano da Sabil, nascono da ammirazione e stima con la quale «seguiamo, con grande interesse, rispetto e attenzione, il Suo operato» come scrivono al Papa.

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