A Lodi un accordo per contenere la presenza delle nutrie

A Lodi un accordo per contenere la presenza delle nutrie

Mercoledì la firma del protocollo con l’assessore regionale Rolfi

L’assessore regionale all’Agricoltura Rolfi, mercoledì pomeriggio, ha siglato, con la Provincia di Lodi e i rappresentanti degli enti territoriali, il Protocollo provinciale per efficientare e uniformare le modalità di contenimento ed eradicazione della nutria.

“L’accordo firmato oggi conferma l’impegno di Regione Lombardia e dell’assessore Rolfi in particolare sul fronte del contenimento delle nutrie, che rappresentano ormai un grave problema non solo per le colture ma anche per la sicurezza delle persone e dei territori”. Lo afferma Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza in occasione della sottoscrizione del “protocollo nutrie”. L’intesa punta a uniformare e a rendere più efficaci sul territorio le modalità di contenimento della specie.

“L’azione delle nutrie – ricorda il presidente Rota - è devastante per l’attività agricola e per i canali irrigui e le difese spondali, oltre a rappresentare un rischio per la circolazione stradale e per la salute delle persone”. Le nutrie insieme ai cinghiali e alle altre specie selvatiche – precisa la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – sono responsabili ogni anno di centinaia di migliaia di euro di danni. Si stima che negli ultimi tredici anni il conto delle scorrerie della fauna selvatica in Lombardia abbia superato i 17 milioni di euro.

“Il coinvolgimento delle rappresentanze agricole – conclude il presidente Rota – insieme a quello dei parchi e dei consorzi di bonifica è importante per avviare azioni tempestive di contenimento dei roditori. E’ un’invasione che va fermata al più presto, perché ormai questi animali non sono più solo nei campi e lungo le strade, ma sono già arrivati nelle periferie delle nostre città, Lodi compresa. Va cambiata la legge nazionale per facilitarne l’eradicazione, ma lo Stato centrale deve metterci anche più soldi”.

Sulla stessa linea Patrizia Baffi, consigliere regionale del Pd. “Voglio ricordare all’assessore - dive - che non bastano 400mila euro per tutto il territorio lombardo e che le attuali misure non sono affatto sufficienti per una emergenza che cresce sempre di più, ma di cui non abbiamo ancora contezza – aggiunge Baffi –. Si parla di un aumento esponenziale altissimo, ma la Regione ancora non dispone di dati certi ed è per questo che ribadiamo l’importanza di un Fondo nazionale pluriennale, come quello istituito in passato per il randagismo, al fine di ottenere quei numeri che sono necessari per una programmazione di interventi che puntino all’utilizzo di pratiche moderne ed efficaci per contenere e bloccare la proliferazione delle nutrie e affrontare quella che ormai è una vera e propria emergenza per gran parte del territorio lombardo”.

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