Caso mense, Maggi si schiera: «Vanno superate le iniquità»
Il vicesindaco di Lodi in una foto d’archivio

Maggi sul caso mense: «Bisogna superare le iniquità»

Il vicesindaco prende posizione sul nuovo regolamento e chiede di non «pretendere ciò che è oggettivamente impossibile ottenere»

«Crediamo che l’applicazione nei confronti dei cittadini extracomunitari residenti a Lodi debba avvenire nella giustizia e nel rispetto delle leggi, senza pretendere ciò che è oggettivamente impossibile ottenere» questo il passaggio saliente della nota indirizzata ieri al “Cittadino” dqal vice sindaco di Lodi Lorenzo Maggi, che prende posizione sul nuovo regolamento del Comune sull’accesso ai servizi sociali e scolastici.

Se da una parte la coalizione civica difende il principio su cui si basa il provvedimento, dall’altra chiede di superare quella che viene definita un’iniquità. «Non si può chiedere - sostengono Maggi e la sua squadra - alle famiglie di paesi i cui sistemi anagrafici e demografici sono strutturati su base comunale o provinciale, oppure non sono nemmeno strutturati, di rilasciare le certificazioni su base nazionale, le uniche accettate finora a Lodi e in base alle quali poi poter accedere alle prestazioni agevolate».

Da settimane il regolamento è finito al centro di una bufera nazionale. Con questo provvedimento, i cittadini non comunitari che desiderano beneficiare delle riduzioni per mensa, asili nido e scuolabus devono richiedere ai propri Paesi d’origine la documentazione tradotta e autenticata da allegare al modello Isee che attesti l’assenza di beni immobili, redditi o beni mobili. Nel caso in cui non vengano consegnati i moduli richiesti, le famiglie devono pagare la tariffa massima. E questo, si legge nella nota di Maggi « per la grande maggioranza di loro ciò significherebbe non poterselo permettere e di conseguenza rinunciare al servizio, oppure risultare morosi».

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