Droga in cella, le prime ammissioni Ora si indaga su altri possibili casi
Prime ammissioni nell’inchiesta sul traffico di stupefacenti in carcere

Droga in carcere a Lodi, arrivano le prime ammissioni

In corso gli interrogatori dei 17 arrestati, mentre le indagini continuano

Continuano le indagini dell’inchiesta sul traffico di stupefacenti alla casa circondariale della Cagnola a Lodi che la settimana scorsa ha portato a 17 arresti, in carcere e ai domiciliari. Al centro del traffico c’erano un agente di polizia penitenziaria di Lodi,e un’infermiera in servizio a Lodi, che in cambio di denaro portavano in carcere ogni settimana piccole quantità di stupefacente. Negli interrogatori davanti al giudice per le indagini preliminari più di un indagato ha iniziato a collaborare, dando di fatto una conferma al quadro accusatorio emerso nel corso delle indagini.

Al centro del traffico c’erano quindi l’agente di polizia penitenziaria, 43enne di Lodi, e l’infermiera 45enne in servizio a Lodi, che in cambio di denaro (fino a 800 euro) portavano in carcere ogni settimana piccole quantità di stupefacente. Entrambi sono attualmente in carcere a San Vittore e devono rispondere dei reati di corruzione e cessione di stupefacenti.

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