Pensioni, tutti gli “errori” dell’Inps: «Assegni e 14esime mai pagate»
Al centro Vanna Minoia dello Spi Cgil

Il caso delle pensioni da “richiedere”: «Assegni e 14esime dovute e mai pagate»

Minoia (Spi Cgil): «Siamo riusciti a far recuperare 315mila euro che spettavano per diritto ai pensionati»

Pensioni dovute, ma da “richiedere”. Vanna Minoia, segretario generale dello Spi Cgil, li chiama “diritti inespressi”. In un anno gli oltre 65 volontari della categoria pensionati si sono resi conto che quasi 500 lodigiani avevano diritto a un riconoscimento economico aggiuntivo, dalla 14esima fino all’assegno famigliare. La squadra si è così messa al lavoro ed è riuscita a far recuperare agli interessati una somma pari a 315mila euro.

I dati dell’operazione hanno stupito anche la segreteria dello Spi. «Ci siamo accorti - spiega Minoia - che non tutti i pensionati che si sono rivolti a noi avevano ottenuto l’aumento della 14esima, che come è noto riguarda tantissime persone. Nell’arco di un anno 220 persone hanno chiesto e ottenuto il diritto di recuperare le somme, per un importo di 95mila euro. Numeri rilevanti, considerando il fatto che noi non riusciamo a raggiungere tutti. Abbiamo trovato casi di soggetti con anche cinque anni di arretrato».

Un altro “capitolo” importante è quello che riguarda il recupero degli assegni famigliari, o meglio, l’assegno integrativo di reversibilità, «destinato a coloro che percepiscono una pensione di reversibilità e che nel frattempo hanno purtroppo avuto il riconoscimento dell’invalidità al cento per cento». In questo caso, attraverso i controlli effettuati dai volontari del sindacato, sono stati recuperati 160mila euro per 165 pensionati coinvolti. «Siamo riusciti a far ottenere questo beneficio in modo particolare nelle case di riposo - sottolinea Minoia -, si possono chiedere cinque anni di arretrati».

Sotto la lente d’ingrandimento dello Spi sono state trovate alcune pensioni che avevano diritto alla maggiorazione sociale, erogata dai 60 anni in su: 20 gli utenti interessati, per un totale di 23mila euro. «Per chi va in pensione e continua a lavorare - aggiunge Minoia - c’è la possibilità di chiedere una pensione supplementare, l’aumento è stato riconosciuto a 80 persone per un importo di 37mila euro».

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