L’Abb chiude e va a Dalmine, scatta la protesta dei 76 dipendenti
L’Abb di San Martino

I lavoratori Abb in stato di agitazione contro il trasferimento da San Martino a Dalmine

L’assemblea ha deciso il blocco degli straordinari e un pacchetto di 2 ore di sciopero. Appello alla politica perché non ignori la situazione

I lavoratori dell’Abb di San Martino, riuniti giovedì in assemblea, hanno proclamato lo stato di agitazione contro l’annunciato trasferimento della produzione a Dalmine e la chiusura del sito produttivo lodigiano. È stato deciso il blocco degli straordinari e un pacchetto di 20 ore di sciopero secondo un calendario che sarà declinato nei prossimi giorni. Il 20 settembre è previsto invece un presidio sotto la prefettura di Lodi per sensibilizzare tutte le istituzioni locali, cui i lavoratori hanno presentato il loro appello. Al mondo della politica, sindacati e lavoratori rivolgono il loro appello: «Sindaci del territorio, presidente della Provincia, consiglieri e assessori regionali, parlamentari lodigiani, oltre alla prefettura, devono mobilitarsi per impedire il depauperamento industriale del territorio».

Giovedì pomeriggio si è tenuta l’assemblea nello stabilimento di San Martino: i 76 dipendenti avranno tutti conservato il posto di lavoro, ma a 50 chilometri di distanza, con disagi e perdita economica, mentre è a forte rischio tutto l’indotto lodigiano. La società ha confermato con una breve nota stampa le anticipazioni de “Il Cittadino”: «A seguito del consolidamento dei prodotti di media tensione e dei quadri di distribuzione di bassa tensione nella Business Unit Distribution Solutions, Abb riorganizzerà le attività produttive italiane in un unico sito industriale - si legge nella nota -. Le attività produttive legate ai quadri di bassa tensione Mns (Modular Normal System), attualmente basate in San Martino in Strada (Lodi), saranno trasferite nello stabilimento di Dalmine».

I lavoratori, insieme alla Fiom Cgil e alla Fim Cisl, però, non si danno per vinti: «Per noi scelta inaccettabile – il commento al termine dell’assemblea -. I lavoratori hanno votato le iniziative di protesta, e scatta subito lo stato d’agitazione con il blocco degli straordinari. È fondamentale però che il territorio si muova, e dunque le istituzioni locali, dalla prefettura alla Provincia alla Regione, compresi i sindaci e tutti i nostri parlamentari».

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola venerdì 14

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.