Merce avariata e scadenze false: giro di vite sui negozi di alimentari
Polizia locale in azione

Giro di vite sui negozi di alimentari, a San Giuliano fioccano le multe

La polizia locale emette 130 sanzioni, molte per la scorretta conservazione dei cibi, ma anche per il mancato rispetto del divieto di vendita di alcolici

Il giro di vite della polizia locale di San Giuliano sui negozi di alimentari ha prodotto una raffica di sanzioni, circa 130 per le più svariate violazioni: dai pesci senza etichetta nel congelatore di un negozio etnico, alle scadenze modificate fino alle birre trovate nei frigoriferi delle botteghe in contrasto con il divieto del Comune. In quest’ultimo caso alla sanzione si è aggiunto il sequestro delle bottiglie e delle lattine tenute indebitamente al fresco.

Le multe sono fioccate su attività commerciali e su aziende di San Giuliano che, in base a quanto emerso dai controlli condotti dai vigili, non hanno rispettato le regole. Una trentina i verbali redatti nei confronti di commercianti che hanno agito in contrasto all’ordinanza, rivolta a supermercati e botteghe, che vieta la vendita di vino e di birra refrigerati e quindi pronti da bere. Un’altra quota di provvedimenti ha riguardo invece le derrate alimentari.

Più del 90 per cento dei multati sono titolari di negozi etnici, che hanno agito contravvenendo alla normativa. Ad esempio è stato trovato in un freezer del pesce avvolto nel cellophane senza alcuna etichetta che ne indicasse la provenienza. In un altro caso gli agenti hanno rilevato la presenza di merce avariata sugli scaffali o nei frigoriferi, con indicazioni riguardanti le scadenze che erano state modificate per trarre in inganno i consumatori, che in buona fede rischiavano di portarsi a casa latticini che in realtà erano già scaduti.

Nel mirino dei controlli sono finite anche una serie di attività produttive a campione, parte delle quali è emerso che non si attenevano alle regole. Le infrazioni erano legate in particolare allo stoccaggio dei rifiuti e al mancato rispetto della raccolta differenziata, a cui si sono aggiunti i casi di aziende che avevano saltato delle rate nel pagamento della tassa sui rifiuti.

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