Un settembre di collaudo all’impianto di stoccaggio
I test si svolgeranno a ciclo continuo immettendo azoto invece del metano

Un settembre di collaudo all’impianto di stoccaggio

A Cornegliano test pre accensione con l’immissione di azoto

Rossella Mungiello

Al posto del metano, in tubature e apparecchiature correrà l’azoto. Gas inerte, né combustibile, né esplosivo, per ridurre a zero i potenziali rischi in casi di malfunzionamenti. Il metano - nell’impianto - arriverà a breve, già nella prima metà del mese di ottobre. A due anni mezzo dall’avvio dei cantieri e dopo anni di forte opposizioni, battaglie politiche e mobilitazioni, accende i motori il maxi impianto di stoccaggio di Cornegliano Laudense da 2,2 miliardi di metri cubi di capacità. Dal prossimo mercoledì 29 agosto, via ai test di collaudo del gigante del gas, propedeutici all’avvio dell’attività prevista per fine anno.

Agli sgoccioli il maxi cantiere aperto nel dicembre 2015 e che, nel picco dell’attività, ha portato tra Cornegliano, Pieve Fissiraga e località Sesmones anche 800 lavoratori al giorno impegnati nella realizzazione finanziata da un pool di investitori per la cifra record di 1,1 miliardi di euro, la società Ital Gas Storage, che nel 2011 ha ottenuto la concessione per 40 anni dal mise per lo sfruttamento dell’ex giacimento Eni, ha annunciato nella giornata di venerdì i test agli impianti di superficie destinati alla compressione e al trattamento del gas. Gli ultimi attesi prima dell’operatività, considerato che sono già stati che verificati sia il metanodotto di collegamento sia i pozzi di iniezione ed estrazione del gas. E proprio i test ai pozzi avevano creato inizialmente più di un disagio, per la presenza - almeno nella prima fase - di fiammate verso il cielo e di forti rumori.

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