La sicurezza nelle scuole è una priorità da tutelare

di Corrado Sancilio*

Se c’è un problema che toglie il sonno a presidi e ad amministratori locali, questo è il Decreto Ministeriale del 26 agosto 1992 dell’allora ministro Nicola Mancino del primo governo Amato contenente le “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica”. È successo che a Messina il sindaco Cateno De Luca, alla vigilia dell’avvio di un nuovo anno scolastico, ha disposto, con una ordinanza urgente, la chiusura di tutti gli edifici scolastici di competenza comunale per motivi di sicurezza.

Per il sindaco De Luca «la situazione emersa crea inquietudine e molta preoccupazione per l’assenza di un quadro chiaro e definito della situazione riguardante lo stato dell’arte di ogni singolo plesso scolastico».Dunque nelle scuole di Messina viene garantita solo una regolare attività amministrativa per consentire a presidi e personale di svolgere un regolare servizio, non così per l’oramai imminente attività didattica che viene sospesa fino a nuove disposizioni. Per l’ente locale, proprietario degli immobili scolastici, la sicurezza degli alunni viene prima di ogni cosa, mentre i presidi sono stati richiamati a presentare con una certa urgenza «una precisa certificazione degli spazi in uso e della consistenza della popolazione scolastica, al fine di razionalizzare l’utilizzo degli spazi».

L’iniziativa del sindaco di Messina ripropone una vexatia questio che tocca tutti in tema di sicurezza e che richiama l’importante art. 18 del Decreto Legislativo 9 aprile del 2008 n°81 sulla responsabilità dei Dirigenti scolastici in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Una questione non da poco visto che individua il preside come primo responsabile di situazioni che possono rivelarsi di grave danno fisico per alunni e personale impegnati nelle diverse attività didattiche e amministrative. Da più parti viene ricordato che il problema della sicurezza nelle scuole deve trovare una decisa attenzione in fatto di sensibilità politica. I primi segnali sono arrivati dal nuovo sottosegretario all’istruzione Salvatore Giuliano già preside di un istituto superiore e quindi diretto osservatore delle tante difficoltà con le quali i presidi devono continuamente fare i conti, richiamati come sono a garantire la sicurezza nelle proprie scuole. In una sua recente intervista ha rimarcato l’importanza di «rivedere le responsabilità ed il ruolo dei dirigenti scolastici in tema di rischi strutturali ed impiantistici degli edifici scolastici».

Troppe responsabilità, infatti, gravano sui presidi ritenuti alla pari di datori di lavoro senza avere però né risorse economiche a disposizione, né strumenti normativi tali da assolvere in piena responsabilità il ruolo di datori di lavoro. Una situazione anomala che ha messo al riparo gli amministratori locali da precise responsabilità ed esposto i capi d’istituto a pesanti conseguenze anche di natura penale. È il caso di ricordare, ad esempio, quanto accaduto alla collega Franca Principe dell’Istituto Superiore “Carlo Pisacane” di Sapri, condannata recentemente a un mese di reclusione con sospensione della pena e beneficio della non menzione sul certificato penale a seguito del ferimento di uno studente a causa del cedimento di un lastrico durante le lezioni. Quanti presidi si ritrovano a vivere pericolosamente “sul lastrico”? Quanti presidi si ritrovano ad ottemperare a disposizioni emanate dai responsabili degli enti locali in aperto contrasto con le più elementari norme sulla sicurezza? Quanti presidi sono lasciati soli a trovare soluzioni tampone pur di garantire un regolare svolgimento delle lezioni?

Bene, quindi, l’iniziativa promossa dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero degli Interni di concerto con il Ministero dell’Istruzione diramata con “D.M. 21 marzo 2018. Attività scolastiche e asili nido – Controlli in materia di salute e sicurezza sul lavoro” diretta anche alle Direzioni Scolastiche Regionali allo scopo di monitorare non solo le condizioni strutturali e infrastrutturali degli edifici scolastici, ma anche le condizioni di facili accessibilità e di normali condizioni di sicurezza nelle scuole. Tutte iniziative che comunque si muovono attorno alla figura del preside che continua a rimanere potenziale responsabile degli accadimenti per la cui prevenzione non ha grandi margini di manovra. Ma sonni agitati vivono Sindaci e Presidenti di provincia dopo che la Cassazione ha dato ragione alla Procura di Grosseto che aveva posto sotto indagine il sindaco di Roccastrada per «omissioni di atti d’ufficio» per essersi rifiutato di chiudere un plesso scolastico per mancanza di inidoneità sismica. Qualche spiraglio comunque comincia ad aprirsi in questa spinosa questione grazie all’intervento delle parlamentari Serena Pellegrino e Mara Carocci autrici di una proposta di legge in tema di sicurezza degli edifici scolastici e di responsabilità dei Dirigenti scolastici in materia di sicurezza. Proposta che la fine della precedente legislatura ha rimandato a un ritorno di approfondimento e di definitiva approvazione.

Qual è la novità principale? Che i dirigenti scolastici saranno esonerati “da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza”. Rimangono, invece, responsabili per i “rischi connessi alle attività che si svolgono in presenza di alunne e alunni o del personale scolastico o, comunque, inserite nel piano triennale dell’offerta formativa”.

Il ministro Bussetti, intanto, ha sollecitato la ripresa del cammino parlamentare della proposta di legge Pellegrino-Carocci che punta a meglio distribuire le responsabilità tra presidi e politici, ma che soprattutto libera i presidi da certe incaute e illegittime decisioni che vengono talvolta prese da uomini politici che ottusamente si ostinano a non valutare il livello di rischio conseguente, lasciando il cerino acceso in mano ai presidi.

*preside dell’Istituto “Agostino Bassi” di Lodi

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