Crisi SuperDì, a San Colombano saracinesche abbassate
Il SuperDì di San Colombano al Lambro

Crisi SuperDì, a San Colombano saracinesche abbassate

Il supermercato «chiuso per ristrutturazione», ma i 23 dipendenti tremano per il loro futuro

«Chiuso per ristrutturazione». È il laconico messaggio sul cartello dell’ingresso del supermercato SuperDì di San Colombano al Lambro, uno dei tanti che in queste settimane sta vivendo un periodo di autentica passione e di profonda crisi. Anche nel Lodigiano, dove gli addetti sono in tutto una cinquantina: negozio in collina compreso, dove per il loro futuro tremano adesso sempre più 23 dipendenti.

La cronologia della crisi è tristemente nota. Partita con i problemi di approvvigionamento in gennaio, la parabola discendente del marchio proseguita in primavera, per peggiorare drammaticamente in estate, con gli scaffali sempre più vuoti, e le corsie deserte di clienti. Adesso i dipendenti sono a casa senza stipendio. E se a San Colombano i cartelli sul cancello serrato annunciano la riapertura per il prossimo 3 settembre,in tanti si chiedono se ciò accadrà realmente.

Gli scaffali vuoti a San Colombano

Venute meno le informazioni sulle rassicurazioni promesse a suo tempo dall’azienda, gli occhi si spostano sui sindacati, che da giorni stanno incalzano la politica nel tentativo di coinvolgere le amministrazioni interessate alla partita. A San Colombano come a Lodi, e presto in Regione: è qui che a settembre i rappresentanti dei lavoratori, da luglio senza stipendio, attendono lumi e qualche buona notizia. Sperando che quelle saracinesche oggi abbassate si rialzino davvero, e che con gli scaffali tornino a riempirsi anche le corsie dei SuperDì.

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